Alla ricerca della luce

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Ognuno di noi, prima o poi, nella propria vita, deve confrontarsi con i propri demoni. Alcuni verranno sopraffatti e saranno destinati a continuare a vivere nelle tenebre, altri faranno esperienza della Luce Divina. Come mai non tutti riescono a vedere la luce e rimangono nelle tenebre? Sicuramente in tutto ciò non c’entra nulla la fortuna o il destino. La differenza è data dalla scelta che si fa nel momento in cui si verifica un determinato accadimento.
Sotto questa prospettiva, un lutto potrà causare un esaurimento nervoso ad una persona e farne risvegliare un’altra. Dipende. Da cosa dipende? Quale scelta si deve fare per evitare la sofferenza? In realtà nessuna! Il lutto, come un evento non voluto provocano sempre sofferenza. La differenza sta nel significato che la persona saprà dare a quel determinato evento. Ciò farà anche la differenza fra il creare una persona scontenta e stressata o, viceversa, una persona che realizza la Luce Divina.
Il punto è sempre uno; chi lavora su di Se SERIAMENTE, è destinato quantomeno a vedere spiragli di luce qualora non riesca addirittura a risvegliarsi (può succedere, basta avere FEDE e PERSEVERARE nel lavoro su di Se). Chi affida la propria felicità alle circostanze esterne, invece, è destinato a vivere nelle tenebre, a meno che le cose non vadano sempre come vuole lui.

In questo caso nascono le aspettative e da esse la sofferenza. La sofferenza è figlia di un’aspettativa non soddisfatta. Chi si crea aspettative è destinato, prima o poi, a soffrire. Se vogliamo una cosa, dobbiamo anche capire che potremmo non ottenerla mai. Questo è vivere senza aspettative. Se, diversamente, crediamo di poter ottenere comunque l’oggetto dei nostri desideri, senza tener conto degli eventuali disguidi lungo il percorso, rischiamo di conoscere e sperimentare la sofferenza.
Ciò accadrà perchè, in questo caso, ci saremo creati delle aspettative. Bisogna capire che il cammino che può condurci verso la luce è basato sul vivere il MOMENTO PRESENTE, il QUI E ORA, senza crearsi troppe aspettative. Così facendo si ha modo di poter lavorare su di Se e di ottenere quantomeno dei risultati in termini di crescita personale. Solo chi lavora su di Se, infatti, riesce a dare un significato positivo a qualsiasi accadimento nella propria vita a prescindere da come vadano le cose.
Ciò vuol dire che va bene programmare ma fino ad un certo punto. Bisogna anche avere dei piani di riserva, delle energie di scorta per poter sopperire agli eventuali intoppi di percorso. Solo chi cammina (o ha camminato) nelle tenebre può sperimentare la Luce, così come solo chi ha vissuto il dolore può conoscere la gioia. Non significa che chi non ha vissuto un dolore non possa essere felice, sto solo dicendo che, spesso, chi possiede già tutto non lo apprezza. Solo dalla perdita, a volte, si può ricavare un guadagno.
Una cosa è certa: QUANDO SI VEDE LA LUCE, LE TENEBRE SCOMPAIONO PER SEMPRE. Vale la pena, quindi, intraprendere un cammino di Consapevolezza volto alla Conoscenza di Se al di là di ogni educazione, cultura o morale acquisita. Bisogna ritornare alla nostra natura primitiva per scoprire noi stessi e vedere la luce così come bisogna nascere per poter crescere e conoscere il mondo.
Solo la crescita fisica, però, non basta a farci diventare persone complete. Se si vuole davvero diventare creature Onnipotenti e connesse con il Tutto, occorre trasformare noi stessi e per farlo occorre andare oltre le tenebre dell’educazione schematica e razionale. Solo dopo aver varcato questo confine illusorio si potrà scoprire la Luce che ci permetterà di ri-conoscere la nostra Divinità Interiore e realizzare la nostra missione Animica.
Vincenzo Bilotta

FONTE: Alla ricerca della luce