Ascesa dagli inferi

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(Immagine presa dal web)
Tempo fa ho scritto un articolo intitolato “Discesa agli inferi” (lo trovi digitando il nome nel motore di ricerca che trovi alla destra di questo articolo). In questo articolo descrivevo come fosse, spesso, necessaria una discesa ai propri inferi personali, una visita ai propri demoni interiori, allo scopo di farseli amici, avendo il coraggio di guardarli in faccia e scoprendo che altro non erano se non i mille volti della nostra mente nascosti nell’ombra dell’inconsapevolezza nella quale versa l’umanoide medio di oggi, sottoposto alla meccanicità che ormai sembra governarlo.

Per molte persone che non hanno la possibilità di svegliarsi in maniera spontanea, si rende necessaria e quasi obbligatoria questa discesa agli inferi. Solo così si potrà avere la possibilità, a patto che si riesca a mantenere la necessaria lucidità ed equilibrio mentali, di purificarsi dentro le fiamme dei propri inferi personali. Gettando alle fiamme l’ego assieme a tutti i vecchi schemi mentali e conflitti irrisolti si potrà avere, finalmente, la possibilità di rinascere, un pò come fece l’Araba Fenice quando si librò in volo dopo essere risorta dalle proprie ceneri.

Dopo essere disceso agli inferi, ai propri inferi personali, ciascuno con le sue dinamiche, ognuno coi suoi demoni personali che avrà alimentato nel corso del tempo attraverso le proprie paure e conflitti irrisolti, l’uomo ha la possibilità di tornare a vivere ed essere, finalmente, felice.
Ovvio, il viaggio di ritorno non sarà sempre veloce, di quelli da illuminazione lampo tipo satori zen o samadhi yogico. Nella maggior parte delle ipotesi il viaggio sarà fatto a tappe, con nuovi conflitti da risolvere, a volte più importanti, altre volte di più facile risoluzione, ma che comporterà delle battute d’arresto allo scopo di raggiungere nuovi ed interessanti punti di equilibrio lungo la strada che porterà, se percorsa per intero, alla liberazione dalle illusioni di spazio e tempo dove la mente giocava in casa ed avrebbe continuato a fregarci.
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Ho diviso questo viaggio di ascesa, di ritorno dagli inferi, in tre tappe. Ho scelto un cammino di tipo dantesco o, se volete, biblico-cristiano e, per ciò stesso, ho scelto di partire dall’inferno, salire su nello stadio intermedio del purgatorio per poi finire, per chi riesce a “ripulirsi per bene” dalle memorie antiche (se vuoi approfondire il concetto di “Memorie antiche” puoi cercarlo sotto il titolo “Decondizionarsi dalle memorie antiche” nel motore di ricerca che trovi in alto a destra di questo articolo) in paradiso.
E’ chiaro che tutti e tre sono degli stati mentali, ognuno con delle caratteristiche sue proprie, ciascuno con la sua funzione. Nessuno di essi è meno importante dell’altro anzi, possiamo dire che ognuno è complementare ad ogni altro, dopotutto fanno parte del cammino iniziatico e ne segnano le tappe decisive in maniera profonda e definitiva.
Assieme a questo articolo di presentazione e ad altri tre distinti che denominerò inferno, purgatorio e paradiso, analizzeremo le diverse tappe di questa ascesa che dagli inferi, passando per il purgatorio, porterà al paradiso, dopo un serio e costante lavoro su di sé. Dal tempo e lo spazio, dove la mente regna, si passerà all’eternità, al paradiso, che altro non è se non il raggiungimento dello stato di non mente conseguente all’uscita dal tempo coi suoi vissuti ed aspettative e dallo spazio. Buona lettura!
Vincenzo Bilotta

FONTE: Ascesa dagli inferi