Che cosa “indossi”?

Non c’è differenza tra un cavaliere e ogni altro uomo… a parte ciò che indossa”.
Robin Hood

Ma… c’è una certa somiglianza, (in)vece, per quanto (ri)guarda la capacità di “creazione” umana, tra “computer e mente” e “industria e corpo fisico”.
Questo perché la frattalità espansa è sempre all’opera e tutto è “ad immagine e somiglianza di…”.

Ciò significa che l’atto (pro)creativo umano (il generare figli) non è il proprio diretto (ri)flesso, bensì, un automatismo di specie al fine di prolungarne e garantirne la sopravvivenza ed il “dominio… per (p)arte del Dominio”.
L’autentico atto di (pro)creazione è proprio ciò che gli umani sono capaci di generare… relativa(mente) a se stessi, da sé/in sè. Non un altro essere, ma… ancora se stessi.

Ergo, l’industrializzazione umana è un processo che replica frattal(mente) l’automatismo del “parto” e che (ri)flette quel grado di “natura”, che cor(risponde) al funzionamento “occulto” dello scenario reale manifesto, ossia, a ciò che lo per(mette) sottintendendolo.
Senza prendere in causa la (com)presenza dell’im(manifesto), nel piano del reale (ri)emerso come (con)seguenza… nulla puoi “immaginare/capire/(ri)cordare”, relativa(mente) a ciò che sei e che è già successo.

Se… “nel 1912 è stato dimostrato che una cellula potrebbe vivere per un tempo indeterminato in perfetta salute. È stato provato realmente in laboratorio da un famoso Premio Nobel, il noto fisiologo francese Alexis Carrel. Egli mantenne in vita al Rockefeller Institute for Medical Research…” (link); quale tipo di conoscenza è immagazzinata “là”, in favore della “famiglia Rockefeller?
Un sapere che è una memoria, e lo è almeno da cento anni.

Ora, i Rockefeller (che sono un sottopotere inconscio del Dominio) quale tipo di “destinazione d’uso” hanno im(partito) ad una simile “fonte di sapere”? In quale direzione hanno ulterior(mente) approfondito gli studi?

Chi/che cosa “sono”, oggi?
A quale livello di pratica sono giunti?

Beh, a quale altro risultato d’insieme, se non a quello che (ri)guarda la loro “Vita eterna”?
Tutto è “ad immagine e somiglianza di…” e – nel caso umano, facente capo a questa (f)orma di reale manifesto – il soggetto sottinteso è quel principio dominante, che rifiuti sempre, ormai, di prendere in considerazione, perché 1) non vedi, 2) non credi e 3) sei sotto ad (in)canto.

Piove ma non ci credo”.
Paradosso di Moore
Tutto è spiegabile in funzione del proprio “bias di conferma”.
E se questo feedback non è allineato con l’intento del Dominio (paradigma, status quo), allora la “singolarità umana” si mette e si (ri)trova in una posizione “scomoda”, perché… rispetto al senso di marcia comune, mancherà proprio il “senso di una simile direzione intra(presa) per default o per mancanza di alternativa sostanziale”.

Il complesso umano è dotato di una intelligenza “auto costruttiva”, che rasenta la perfezione. Ed, in tal modo, tu vieni al Mondo. Ma, nel tempo dell’infanzia, l'(Anti)Sistema trova sempre il modo di “bagnare le tue rive”, abbassando la tua (porta)ta esistenziale/potenziale.
(In)oltre, facendo (p)arte di un loop, ogni volta “qua, così”, diventi sempre più “(di)staccato/a” dal tuo “passato proprio”, che diventa sempre di più un’ombra indistinta e confusa.

Ciò che (ri)cordi e, dunque, non sai.
Così come dal fiume della storia deviata, ad un certo punto, emerge la civiltà sumera, già a pieno sviluppata per quanto (ri)guarda quel grado “civile”, che ancora (ri)corda il presente, dipinto e raccontato dalle/nelle città “moderne”.
Come se nulla fosse cambiato, rispetto ad un tempo definito per antonomasia “lontano”.

“Usi e costumi” sono cambiati (soprattutto, i “costumi”), ma non nella sostanza. L’apparenza ha giocato un ruolo principale nel contribuire a (con)fondere ciò che avanza (“è”) nel tempo e ciò che, in(vece), incalza in quanto “respiro altrui”.
La visione è diventata fosca, dubbiosa, (in)certa… anche se, al (con)tempo, la scienza deviata ha illuminato tutto “della propria versione di comodo”… Sino al punto odierno, caratterizzato da quel grado di “libertà” che ti seduce (offrendoti di tutto) dietro al pagamento del tuo stesso consumarti, consumando.

L’atto della morte è vissuto come unico e “da consumarsi” sempre di più nel dolore, nella rassegnazione, nello sconforto, nella solitudine, nell’univocità dell’ac(caduto)… come una sentenza (pre)determinata da un Dio/Giudice, che livella tutto e tutti dall’alto della propria invariabilità.
Una versione di comodo, per il (pre)sunto Dio stesso e, non certo, per… Te, che così ti auto limiti al/nel (con)seguire, nutrendo sempre l’idea dell’essere insignificante rispetto a…

Il gigantesco teatro del reale manifesto, è qualcosa che (con)vince certa(mente) nel tempo, essendo venuta meno la scelta e l’alternativa sostanziale. Qualcosa che, ora, è difficile da prendere in considerazione, visto che… la mente si è chiusa a riccio su “certezze dogmatiche”, che hanno il valore di un “due di picche”, se scambiato al “mercato del potenziale”.

Nel loop (notizie), il loop auto referente (titolo).

Juncker, escludo l’uscita di Junker dall’Euro (lo stesso nome, scritto in due modi “diversi”. He He).

Questa è “realtà aumentata”, ossia, (ri)velata e (s)velata rispetto ad un punto prospettico che “non è più il tuo”.
È come se… da esploratore, sei diventato “esplorato, invaso e conquistato”, diventando sedentario quanto la tua intenzione di (ri)tornare ad essere quello che eri (sei).

Una verità indeformabile, che ti (con)viene sempre (man)tenere ben viva ed “accesa” in te (come una sorta di radiofaro personale) è questa:
  • se la Realtà/Mondo manifesta è “così, come la vedi” (diciamo, piuttosto… “ingiusta”)
  • è perché la “testa” (il Dominio) la intende in questa maniera.
In ciò, capisci anche da solo/a che…
Tu sei stato/a bypassato/a, in qualche modo “originale/strutturale”.

Ora, come può un essere dal potenziale come il tuo, farsi piccolo, piccolo e… mettersi tanto da (p)arte? Come può essere ac(caduto)?

Beh, fermandoti ad accettare le “regole del luogo”.
Qualcosa che (ri)corda da vicino il cambio di direzione di marcia, descritto dall’umanità (dipinta dalla storia deviata), dall’essere itineranti all’essere sedentari, dal vivere al di fuori delle città al viverci (d)entro.

Ogni volta che ti affacci sulla questione storica umana, hai sempre l’impressione che “manchi qualcosa”. Questo (ri)ac(cade) puntual(mente), perché… sei in un loop ed, ormai, l’origine si (ri)trova al di fuori del loop stesso, mentre l’analisi intelligente “causa/effetto” porta sempre e solo alla (ri)scoperta di ciò che fa più comodo allo status quo.
In questa maniera, non puoi mai “andare oltre a ciò che è stato chiuso fuori all’osservabile” (se non ricorri alla decodifica/lettura della frattalità espansa).

L’umano è qualcosa di simile ad un organismo artificiale, nel quale una programmazione nativa, di base, garantisce il “funzionamento”. Una tecnologia che non (ri)esci nemmeno a prendere in considerazione, per paura di “finire all’Inferno” o chissà, per “paura di impazzire”.
Il “funzionamento” lo puoi ideal(mente) dividere in due grandi famiglie:

  1. quella del sostentamento e della continuatività (l’atto dell’essere automaticamente in Vita)
  2. quella dei “programmi aggiuntivi” (l’atto creativo esperienziale o “valore aggiunto”).

È come osservare e dividere, per uso e agio, lo scafo della barca e gli accessori “altri”, che rendono il viaggio meglio godibile.
Da questa prospettiva è semplice accorgersi che “puoi prendere lucciole per lanterne” e scambiare l’accessorio ultimo, alla moda, per il senso di fondo (im)presso allo scafo del tuo vascello.

Negli st®ati del funzionamento e del funzionare, esiste una gerarchia resa possibile da una sostanziale “neutralità” della creazione originale (ancora senza risposta alcuna, nemmeno per parte del Dominio o Nucleo Primo).
L’origine “(per)mette di…”, rimanendo in sostanziale “stand by”.

Questa “permissività”, cor(risponde) a:
potenziale nel/sul potenziale.

Qualcosa che esprime un vuoto, che attira forze capaci di (ri)empirlo a “propria immagine e somiglianza. Un palliativo, molto spesso, rispetto al potenziale esprimibile in linea teorica.
Una scommessa? Una possibilità? Una opportunità di…?
Tutto ciò che, evidente(mente), può essere e addi(venire).
Una permissività di base. Qualcosa che sposta “l’asse dell’asticella”… di ciò che sai, perché non (ri)cordi.

La memoria è una capacità. Se la memoria è drenata, svuotata, alterata, etc. “dove vai”?

Per questo, il Dominio ha preso coscienza di sé, accettando di possederti sempre più total(mente).
È semplice farti almeno l’idea di “cosa sia già successo”:

  • lo puoi vedere (ri)accadere ogni giorno
  • come una sorta di spettacolo teatrale sempre in replica.
Basta che tu “veda e ti accorga” di cosa succede nella realtà che ti circonda.

L’assurdità, non casuale, di questo reale manifesto.
Ciò che non ti spieghi mai, se non prendi in considerazione l’esistenza (com)presente e non manifesta di un livello di attore principale, dotato di un “vantaggio temporale” rispetto a te e ad ogni altro umano.

È frattale, la cosa. Ossia, è “in onda” perenne(mente), spazzando lo scenario per mezzo di onde (convincimento per sostituzione della memoria) per auto (man)tenerlo “qua, così”, ad hoc.
Difficile, ormai, a credersi, anche se ciò non muta di una virgola la sostanza che (ri)empie il reale… della (f)orma che gli attribuisci.

India, fobia per i noodle al piombo: Nestlé li ritira dal commercio
Nestlé ha ribadito che i suoi prodotti non sono pericolosi

Il gruppo vuole però contenere al minimo il danno all’immagine:

il capo di Nestlé, Paul Bulcke, parlerà oggi a New Delhi per rassicurare i consumatori.

Link

Contenere al minimo il danno all’immagine
Che cosa c’è “(d)entro” ad ogni situazione?

Che cosa c’è… “dietro”?

Di quali speranze e di quali certezze ti nutri, nutri e sei nutrito?

Sono forze (di)verse in gio(c/g)o.
Qualcosa che… “te ne devi accorgere”.

Osserva, ad esempio, come è “pubblicizzata” una malattia come la “sclerosi multipla”. Nell’articolo sotto citato, le informazioni si (di)partono da una foto di un “anonimo ammalato in sedia a rotelle” (se il buongiorno si vede dal mattino…).


Per, poi, (pro)seguire lungo il (de)corso della malattia, che trasf(orma) lo “sfortunato paziente” in un “cliente ad abbonamento a Vita” dell’industria medica.

Sclerosi multipla: i sintomi, la diagnosi, la ricerca.
Un formicolio può essere un episodio occasionale ma, se persistente e acuto, può trasformarsi in un campanello d’allarme da non trascurare:

ne parliamo con il professor Antonio

La sclerosi multipla non è più una “malattia dall’eziologia incerta e per cui non esistono cure”, come recitavano i vecchi manuali di medicina.

In 25 anni l’azione informativa e il sostegno alla ricerca profuso da organizzazioni come l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e campagne come “Io non sclero“, ha permesso di raggiungere una migliore consapevolezza sulla patologia, sul trattamento della stessa nella fase iniziale e sulla garanzia di una migliore qualità di vita per chi ne è affetto.

Il rapporto State of Ms Report ha indagato la percezione della malattia e delle aspettative di pazienti e operatori del settore per migliorare la fase del trattamento della patologia, con l’obiettivo di migliorare la vita dei pazienti.

L’indagine è stata condotta da un team di esperti operanti in Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti in collaborazione con Biogen. Grazie a un questionario online si è fatta luce sulla percezione della sclerosi multipla da parte del malato e di chi assiste i pazienti…

Cos’è la sclerosi multipla.

Si tratta di una malattia autoimmune, che colpisce le donne più degli uomini (i dati scientifici riportano un rapporto di 3 a 1). Ha un decorso cronico ed è caratterizzata dalla perdita di mielina a livello di più aree del sistema nervoso centrale. L’esame che permette di diagnosticare la sclerosi multipla è la risonanza magnetica, attraverso la quale si evidenziano vere e proprie cicatrici che compaiono in tempi e zone differenti dell’encefalo e del midollo spinale.

Questo esame ha rivoluzionato la diagnosi e il monitoriaggio della malattia. A livello di ricerca ci sta aiutando a capire il funzionamento e lo sviluppo della malattia. Si tratta di un esame che non nuoce al paziente (a meno che non sia claustrofobico) e ci permette di percepire i primi segnali della malattia”, spiega il professor Uccelli.

Ma a che punto è la ricerca?
“Abbiamo fatto notevoli passi avanti in questo ambito. Rispetto a 20 anni fa, abbiamo ricavato molte informazioni sulle cause della malattia, su come trattarla e su come gestire i problemi delle persone che ne sono affette. Sono stati fatti degli enormi investimenti sulla ricerca e oggi siamo in grado di garantire una migliore qualità della vita del paziente.
Tuttavia“, ammette il professor Uccelli “non esiste ancora una cura definitiva, difficile da immaginare in tempi brevi, secondo me.

Ma è ragionevole pensare che la sclerosi multipla diverrà una patologia gestibile, laddove si è in grado di intervenire precocemente, evitandone la diffusione al sistema nervoso. La chiave sta nell’inibire l’infiammazione delle strutture nervose per evitarne il danneggiamento”.

Purtroppo siamo molto indietro nel dare una risposta terapeutica a chi ha raggiunto uno stadio avanzato della malattia“, spiega con rammarico Uccelli.

“La degenerazione del tessuto nervoso rimane uno degli aspetti su cui la ricerca si sta impegnando. Laddove non siamo riusciti a intervenire preventivamente, spesso non si sa cosa fare. Stiamo lavorando per giungere in 5 anni a una risposta terapeutica per queste persone.

Nel nostro centro ci occupiamo di cellule staminali e abbiamo in corso uno studio internazionale che speriamo ci dia qualche risposta“.

L’assistenza al malato.

“Il servizio offerto ai malati di sclerosi multipla in Italia è molto elevato”, spiega Uccelli. “Il servizio sanitario nazionale aiuta, ma grazie all’Associazione Italiana Sclerosi Multipa, i centri specializzati ricevono supporti notevoli.
Poi, grazie all’interessamento delle aziende farmaceutiche (che hanno dei grossi interessi economici in ballo), si riesce a ricevere un ampio aiuto nelle attività di cura e assistenza per i malati. La qualità dell’assistenza e ricerca italiane sono riconosciute a livello internazionale”.

I sintomi da non trascurare.

Un formicolio che dura 10 minuti non deve portare a pensare subito di avere la sclerosi multipla:

“Molti sintomi sono subdoli”, avverte il professor Uccelli.

“La sclerosi multipla è data da una disfunzione dei nervi e per questo può produrre svariati sintomi, che molti di noi magari avvertono saltuariamente come il formicolio agli arti o un disturbo temporaneo della vista…

Ma un disturbo persistente, acuto o sub acuto, avvertito in modo molto chiaro, che dura più di 24 ore, una settimana o 10 giorni, deve insospettirci.

Percepire l’aggravamento del sintomo da un giorno all’altro deve spingerci a svolgere qualche accertamento“.

Il medico di base, accertata la persistenza del sintomo, indirizzerà il paziente da un neurologo che prescriverà, se opportuno, una risonanza magnetica.

Non ci sono grandi ostacoli alla diagnosi precoce di sclerosi multipla. La conoscenza della malattia è molto più accessibile. Resta la confusione sui sintomi, spesso riconducibili anche ad altre patologie come lo stress e l’ansia. Il discrimine resta sempre la persistenza e la rilevanza del disturbo patito”, spiega Uccelli.

La sclerosi multipla colpisce per lo più le donne: 3 casi su 4 riguardano individui di sesso femminile. Una circostanza comune anche ad altre malattie autoimmuni. Ma per le pazienti affette da questa patologia non è preclusa una vita normale, che contempli anche la gravidanza.

“È ragionevole pensare che i fattori legati allo stato ormonale della donna incinta possano influire sull’organismo, ma alcuni studi hanno provato che questo è un momento protettivo per il corpo della donna, in cui ci sono meno rischi di manifestare i sintomi della sclerosi multipla.
Questi purtroppo aumentano nei mesi successivi al parto.

Ma, sotto attenta sorveglianza di neurologi competenti, la gravidanza non è affatto controindicata in soggetti affetti da sclerosi multipla”.

Per molte patologie, la prevenzione passa dalla tavola, ma nel caso della sclerosi multipla i nutrizionisti e i ricercatori non hanno alcuna dieta preventiva da consigliare, anche se qualche spunto di riflessione ce lo regalano i batteri.

“Esistono dei dati scientifici che hanno individuato una connessione tra la flora intestinale e l’insorgenza di aggravamento della malattia, ma siamo ancora al livello sperimentale dello studio. I batteri normalmente presenti nel nostro organismo si compongono grazie a tantissimi fattori, tra cui la dieta e gli antibiotici.

Quindi non c’è una dieta consigliabile, ma è bene sapere che in un prossimo futuro si potrebbe scoprire qualcosa anche in quest’ambito”.

L’obiettivo principale per medici e pazienti ora rimane sempre e solo uno:

migliore la qualità della vita.
Ma, come ha denunciato il rapporto State of Ms Report, spesso le strade per arrivare a questa mèta sono molto diverse. “Mentre il medico pensa per obiettivi a lungo termine, il paziente si preoccupa degli effetti collaterali“, spiega Uccelli.
“Il medico desidera assicurargli che fra 20 anni potrà ancora camminare con i suoi famigliari, mentre il malato pensa a come vivere bene con loro oggi, cosa impossibile se sta sempre male”.

Qualità della vita (oggi e fra vent’anni) e ricerca, dunque, restano le priorità dei combattenti in guerra contro la sclerosi multipla.

Link

  • qualità della vita (oggi e fra vent’anni) e ricerca, dunque, restano le priorità dei combattenti in guerra contro la sclerosi multipla (e la guarigione? He He)
  • non c’è una dieta consigliabile (e te credo: è l’intero “stile di Vita”, civile moderno, che verrebbe messo in dubbio. Rovinando, tra l’altro, il “parco gioco” delle multinazionali del trash-cibo).
Bah. Un articolo, così redatto, ti lascia sempre ben poca speranza.

  • la sclerosi multipla non è più una “malattia dall’eziologia incerta e per cui non esistono cure” come recitavano i vecchi manuali di medicina (quali cure esistono, dal punto prospettico dello status quo? Qualcosa sempre da “ricercare”, ossia, che necessita sempre di donazioni continue pubbliche)
  • in 25 anni l’azione informativa e il sostegno alla ricerca profuso da organizzazioni come l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (appunto)
  • e campagne come “Io non sclero(c’è un abissale mancanza di “rispetto”, di fondo. Qualcosa che puoi meglio chiamare come interesse o, meglio, business… che rende tutto meccanico ed insensibile)
  • ha permesso di raggiungere una migliore consapevolezza sulla patologia (una maggiore consapevolezza di “essere ammalati” e di continaure a rimanere in una simile condizione per tutta la Vita)
  • sul trattamento della stessa nella fase iniziale e sulla garanzia di una migliore qualità di vita per chi ne è affetto (e dove si trova il concetto di “guarire”, in questi termini? “Una migliore qualità della vita”, significa, essere ammalati per tutta la Vita, ma… con possibilità di essere ammalati… con “una migliore qualità della vita“)
  • non ci sono grandi ostacoli alla diagnosi precoce di sclerosi multipla. La conoscenza della malattia è molto più accessibile (gli esami preventivi sono “accessibili” e “non ci sono grandi ostacoli alla diagnosi precoce“. Certo: hai visto mai che, in questa maniera, peschi un cliente a Vita, dal lauto compenso per gli interessi in gioco!).

Eppure, al di fuori del loop del circo(lo) mediatico, esiste qualcosa che può (ri)tornare a far “fiorire”, ciò che sembra sempre e solo “sfiorito” (sull’onda della concertazione di una industria, che non lascia nulla al caso, per quanto riguarda la guarigione, sempre accuratamente dribblata per convenzione e convinzione, nonché per interesse)…

Io, malata di sclerosi, sono rinata grazie alla Cannabis Terapeutica.
Di seguito la testimonianza, giunta a noi attraverso un commento, di una ragazza malata di Sclerosi multipla. Si tratta di uno dei cinque pazienti dell’ospedale di Casarano che stanno sperimentando la somministrazione del Bedrocan, nome medico della Cannabis Terapeutica.

Da quando ho cominciato a usarla, sono rinata”, scrive.

Testimoniando il valore che la terapia assume nel miglioramento della qualità della vita (non solo! Leggi bene) di chi si trova a combattere la difficile battaglia contro la malattia.

Gentile Redazione,
mi chiamo Lucia, 30 anni e vi scrivo dalla provincia di Lecce.

Undici anni fa mi fu diagnosticata la Sclerosi Multipla. Vi scrivo in seguito al clamore suscitato dopo i vostri servizi sulla Cannabis Terapeutica che viene somministrata dall’Ospedale Ferrari di Casarano (Le).
Al momento sono seguita dal centro Sm dello stesso ospedale direttamente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi. Io sono una dei 5 “pazienti fortunati” che sta assumendo il Bedrocan (infiorescenze essiccate di Marijuana) con miglioramenti evidenti ed eclatanti nell’andatura, nei tremori, nei dolori, negli spasmi muscolari, nella rigidità, nell’appetito, nell’umore e nel miglioramento totale della qualità di vita.

Sono sempre stata una ragazza attiva, vivace e con la testa sulle spalle, fino a quando non mi è stata diagnosticata questa malattia che ovviamente ha condizionato ogni fase della mia vita.

Nei vari anni ho provato tutti i farmaci convenzionali e non che vengono prescritti a coloro che si trovano nella mie condizioni:

vari tipi di interferone, antidepressivi, antiepilettici, miorilassanti, immunosoppressori, vitamine, integratori… e chissà quanti altri.

Nel 2008 ho fatto un viaggio ad Amsterdam per testare personalmente le migliori varietà consigliate per la Sclerosi Multipla… ed è lì che ho potuto testare su di me gli effetti benefici della cannabis.

A fine maggio di quest’anno, il centro Sm dell’Ospedale Ferrari di Casarano, seguito dai dottori Pasca e De Masi, mi ha prescritto la prima ricetta per l’erogazione del farmaco: Bedrocan (a base di infiorescenze).

Prima di arrivare a questo farmaco però il protocollo prevede l’utilizzo di vari altri farmaci (miorilassanti etc.) che anziché calmare i dolori e gli spasmi, su di me non facevano altro che aumentare questi sintomi (per non parlare poi degli effetti collaterali di questi e di tutti gli altri farmaci che ho provato).

Come ultima spiaggia, visto che non sto bene con nessun farmaco e visto che la regione Puglia ha approvato la cannabis terapeutica, sono stata ricoverata 6 giorni (come da protocollo) per iniziare questa nuova terapia (seguita sempre e costantemente dai dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi).

Sono arrivata in ospedale che ero costretta a star seduta su una sedia a rotelle ormai e mi preparavo all’idea di doverla utilizzare per il resto della mia vita.

Dopo 2 giorni di ricovero ho cominciato a bere tisane con la marijuana (somministrate in tre orari diversi della giornata).
Il terzo giorno sono resuscitata (per richiamare una citazione delle “Sacre Scritture”). Sono infatti riuscita a lasciare la sedia e iniziare piano piano a camminare nuovamente sulle mie gambe (seppur con un aiuto affianco), avendo così la certezza che tale farmaco è l’unico in grado di sollevare oltre all’umore anche il mio fisico.
Sono stata dimessa e mandata a casa con 6 confezioni di Bedrocan sufficienti a trascorre un mese di vita “normale” e ogni mese vado tranquillamente in farmacia (quella dell’Ospedale) a prendere il farmaco (previa ricetta del neurologo).

A questo punto la mia richiesta è semplice.

Voglio dare la mia testimonianza di paziente affetta da una malattia gravemente invalidante, trentenne, nel pieno della vita… che ha trovato finalmente un sollievo alle sue sofferenze grazie al Centro Sm di Casarano e all’enorme lavoro svolto da tutta l’equipe dei dottori Sergio Pasca e Roberto De Masi.
Conosco perfettamente l’iter burocratico che bisogna affrontare affinché questo farmaco possa giungere ai pazienti che attendono per mesi e mesi, in preda ai dolori e a sofferenze inimmaginabili.

Un percorso esageratamente impervio, sia per i malati che per i medici.

Sarebbe fantastico informare tutti coloro che potrebbero usufruire di questo “farmaco” e soprattutto fare in modo che i centri come quello di Casarano abbiano più riflettori puntati addosso in modo da far emergere tutte le ottime attività che vengono svolte quotidianamente in favore dei pazienti affetti da questa e altre serie malattie.

Non finirò di ringraziare chi si è impegnato per questa “battaglia”.
Ci hanno donato la “libertà di cura”… e scusate se è poco.
Link

Il terzo giorno sono resuscitata (per richiamare una citazione delle “Sacre Scritture”). Sono infatti riuscita a lasciare la sedia e iniziare piano piano a camminare nuovamente sulle mie gambe (seppur con un aiuto affianco), avendo così la certezza che tale farmaco è l’unico in grado di sollevare oltre all’umore anche il mio fisico

Miracolo!?! Beh, qualcosa che (ri)corda un po’ la vicenda raccontata nel film “Risvegli”.
Ma che senso ha dare la vita per poi ritoglierla?“.
Stamina, si chiude un capitolo: “Non scientifico e pericoloso”.
Il metodo Stamina è pericoloso, oltre ad essere non scientifico.

A chiudere la vicenda relativa alla cura ideata da Davide Vannoni è la Cassazione.

Che motiva la sua sentenza sottolineando come al metodo Stamina “non possa annettersi alcuna validità scientifica” e che nella attivazione di questa cura sono emersi “una serie di rischi” collegati all’“attività di estrazione e re-inoculazione delle cellule staminali poste in essere fuori dalle dovute precauzioni e al di fuori delle procedure richieste dalla legge”.

I giudici fanno inoltre presente che “l’unico protocollo presentato da Stamina Foundation non è supportato da dati scientifici, è privo di riferimenti a procedure scientifiche validate o a pubblicazioni scientifiche e in esso le metodiche non sono dettagliate“.

Inoltre “in tutta la documentazione prodotta da Vannoni la preparazione e la caratterizzazione delle proprietà delle cellule staminali” non viene “definita nè documentata adeguatamente”.

Insomma viene respinta la richiesta – avanzata da Davide Vannoni e da alcuni familiari di suoi pazienti – di dissequestro dei materiali per le infusioni di cellule staminali che si trovano presso gli Spedali Civili di Brescia, sequestrati all’epoca dell’inchiesta da Raffaele Guariniello.

Un fermo che, per la Cassazione, si basa su considerazioni “puntuali e coerenti” raccolte dalla Procura di Torino.

Link

Il metodo Stamina è pericoloso, oltre ad essere non scientifico:
  • pericoloso = meglio rischiare di morire, piuttosto che “stare qua per tutta la Vita, così… per (al)fine, morire ugual(mente)”
  • non scientifico = bias di conferma.
Quanto rende un malato ad abbonamento vitale?
Quanto rende un malato che guarisce, in funzione dell’indotto che, così, (ri)trova la via della guarigione?

La guarigione è pericolosa, nel momento in cui diffonde un “(pre)cedente pericoloso”, dal punto prospettico della continuazione dello/nello status quo.

Ci deve sempre essere qualcosa “senza cura”, che toglie speranza e che (per)mette di credersi impotenti di fronte a…

Vero?

L’industrializzazione del complesso umano, è… sostenibile, perché sos(tiene) il reale manifesto.

La tecnologia inter(viene) dopo che “sei stato/a drenato/a della memoria”. E interviene, dandoti ciò che “serve”, perché tu possa auto sostenere lo scenario reale (ri)emerso “qua, così”:
ogni tanto servono anche i “miracoli”, ossia, la liberazione del potenziale del singolo, che così “guarisce”.

Qualcosa di utile per la continuazione nel “solco dell’aratro”.

“Tutto fa brodo”…
Come sai… che i cavalieri che vedi attorno a te, sono veri cavalieri? Non c’è differenza tra un cavaliere e ogni altro uomo… a parte ciò che indossa. Tutto ciò che ci serve è attorno a noi”.
Robin Hood

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro 2015/Prospettivavita@gmail.com

FONTE: Che cosa “indossi”?