Chi ti ha messo in testa il “tuo” sogno?

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Lui era un buon fisico.

E un comunista attivo.

Dieci anni fa lo era la metà degli scienziati, in America. Non era un problema.

Lo diventa quando menti durante il colloquio di ammissione…”.

Manhattan

Perché tendi a “mentire”? Perché temi per/che…
Quindi, la paura è “tua”, come lo è il mentire, che è una conseguenza della forma ambientale.

Da questa logica, tu non hai colpa.

Dunque:

non menti ma esprimi la verità, da un’altra prospettiva.

Qualcosa che necessita di una decodifica simbolica sostanziale frattale espansa (che cosa significa).

Tuttavia, se (se) sempre “qua, così”, allora la decodifica verrà meno, mentre verrà evidenziato solamente l’aspetto del mentire, risultando – in questa maniera – il “tuo” tradimento, la “tua” menzogna, il “tuo” doppio gioco, etc.

Distaccati da tutto ciò.

Chi ha concepito un simile modo (mondo) di “vedere le cose”?
Perché sei ancora (sempre) s-oggetto all’autorità altrui?

Perché le decisioni vengono prese altrove, rispetto a te?

Perché esiste la gerarchia? Perché esiste una struttura sociale tanto “giusta ma, solo di/in parte”?

Perché puoi solo “aderirvi”? Perché non puoi “fare quello che più ti appassiona”? Perché non vivi il tuo sogno? Perché tanta violenza, guerra, sopruso e “legge della giungla”?…

E perché, al contempo, nei film e nei romanzi ti fanno vedere e “sentire” sempre qualcosa di “epico, eroico, leggendario, etc.”?

Perché ti piace questa “veste”, similmente raccontata?

C’è come un forte stridio tra quello che “sei” e quello che sei:
di mezzo c’è la forma reale manifesta, ambientale

il “qua, così”.

Ma, non è “colpa” della forma, essendo – la forma – conseguenza dell’intento. Sì, ma… “quale intento” se… “tu non decidi a livello sostanziale”?
Allora, “chi” è questo intento?

Di chi “è” questo pensiero tanto influente ed influenzante la Massa? Riesci a scorgere ed a trovare una simile compresenza, senza decadere/disperderti nel luogo comune, convenzionale, simbolico (parafulmine, apparente), “Dio”?

Sai, “Dio” è un simulacro quasi paradossale:
pur non apparendo (Dio è nell’alto dei cieli e ovunque)

è pura apparenza (un simbolo).

Perché è “quasi” paradossale?
Perché se non ricorri alla globalità frattale espansa (una caratteristica ambientale di memoria), allora, Dio è qualcosa nel quale puoi solo credere, senza richiedere nulla in termini di dimostrazione. Ed è paradossale per una mente umana, fautrice – nel tempo – della logica e del metodo scientifico.

Mentre, è “quasi” paradossale, decodificando il suo “significato (frattale espanso)”. Alias:

una simbologia che indica, chiaramente, la compresenza immanifesta della dominante.

Ossia, una indicazione che toglie ogni dubbio e ogni paradossalità a qualsiasi s-oggetto, anche se “qua, così” (all’interno dell’impero millenario/planetario, senza necessità di vessilli esposti al vento).

Ci sono stat3 (e probabilmente ci sono ancora) eminenti personalità, nel corso del tempo, che hanno “volteggiato” attorno al concetto di verità, andando a definirla nei modi più attenti e svariati “possibili ed immaginabili”.

Le loro “opere” sono rimaste a disposizione dell’insieme umano. Il loro “sapere” si è aggiunto a quello già accumulato dentro a biblioteche, università e cervelli/menti.

E tutto questo “peso” si è stratificato, come anelli in un tronco di albero (ciò che sembra la sua crescita, anno dopo anno e che, nella sostanza, è la dimostrazione frattale espansa di quanto la forma ambientale incida e coincida, poi, all’interno del percorso di “crescita” di individui, cose ed essenza).

Nella sostanza, ognun3 di loro “ha detto la propria”.

E sai perché? Perché c’è sempre l’esigenza di “fare carriera”, di mettersi in mostra, di evidenziarsi, di auto esaltarsi.

C’è come la necessità di emergere dall’indifferenza comune, altrui.

Qualcosa che spinge a fare “di tutto”, pur di “ritornare a vedere la luce”. Del resto, non è forse quello che fa ogni pianta, anche quando si manifesta all’ombra di qualche altro organismo che, in qualche modo, le toglie la “luce del riflettore”?

Andare verso la lucea cosa equivale? Che cosa significa…

Soprattutto, quando la “luce” è artificiale.

Da quando (quanto) è “già successo” che:

tutt3 sia così, tanto, ingiust3 (da un Oltre Orizzonte di giustizia ad angolo giro)?

Non lo sai, perché non lo ricordi più. Perché “è già sparito dalle cronache, che si guardano bene dal riportarlo”.

Perché la Massa è divenuta così “fredda”, di fronte ad una simile diseguaglianza di fondo, strutturale?

La risposta esiste solo se eviti di conseguire, sia convenzionalmente che anti convenzionalmente. Ed “è”:
sopravvivi dentro ad una macchina

che scambi per realtà manifesta unica possibile

in uno stato di auto convinzione caratterizzato dal “fatto” che, scientificamente narrando, il moto perpetuo è impossibile

quindi (di conseguenza e logicamente)

la macchina reale manifesta “qua, così” funziona solo perché sei tu che la continui a “farl3 andare (spingere)”

altrimenti, se ti fermassi

si fermerebbe nel tempo, anche la macchina, per evidente caratteristica di attrito ambientale.

Se (se) ti dicono una “cosa”, allora significa che “è vera”. Se (se) la “fonte” è autorevole, allora, “è vero”…

No?

Per cui, poi, applica questa “verità” ad ogni ambito (livello) della realtà nella quale sei. Però, con quell’audacia che, contemplando la “verità (scientifica)”, non esita a spalmarla ed applicarla sempre, comunque, ovunque e quantunque.

Ergo:

se il moto perpetuo non esiste, allora, “la macchina reale funziona e va avanti, perché è spinta dall’umanità. Non sono “due cose diverse”.

Il passo successivo è, dunque, continuare ad applicare la “verità” alla realtà manifesta “qua, così”. Quale verità?

Quella che prende in considerazione il grado di giustizia ad angolo giro e che ti fa, certamente, propendere per l’unica risposta possibile:

questa realtà è ingiusta, sostanzialmente (dato che la giustizia di parte è… ingiusta).

Quindi?
Applicando verità a veritànon ti rimane altro da fare che “fermarti”.

Se (se) ti fermi, la macchina – nel tempo – si ferma.

Non avendo altra alternativa. Certo, la dominante avrà già preparato “motori ausiliari di spinta (che, nel tempo, non potranno funzionare per sempre)”.

Ma (ma) se ti fermi ed il tuo “modo” diventa massivo (virale), la realtà manifesta si ferma.

Un consiglio:

evita di riferirti e pensare alla realtà comune, condivisa, come ad una macchina… nel momento in cui, dopo averla approcciata, ne rimani ancora succube in termini di funzionamento meccanico e, quindi, di riparazione.

È molto, molto, meglio “per te”… se la immagini come un luogo comune che esiste solo “lì”.

Come ad un incanto, un lavoro forzato con gli schiavi che ci “lavorano dentro”.

Come qualcosa che “puoi voltare pagina”, senza per/con questo dover andare via. Senza distruggere niente, né manifestando violenza di alcun tipo:

è sufficiente e necessario il “solo” fermarti.

Il cancellare dalla mente un simile ricordo, dopo averne fissato la sostanza in termini di esperienza.

Ossia, proprio ciò che ti giunge dall’antichità… attraverso ogni sorta di “manufatto”, che parla in un codice che hai dimenticato, in termini di capacità di decodifica sostanziale simbolica frattale espansa:

qualcosa che non impari a scuola

qualcosa che “sai”, perché è in te, centrale.

Qualcosa di “giust3 ad angolo giro (valore universale)”.

Qualcosa di “tuo”, nel senso che puoi ricavarne valore aggiunto, quintessenza, informazione originale, etc. così come chiunque può accedervi senza, con questo, togliere niente a nessun3.

La macchina reale manifesta “funziona” perché tu la tieni perfettamente oliata. Infatti, nel tempo, tu muori, mentre la macchina continua ad esistere:

che cosa significa…

Il moto perpetuo non esiste. Tutto si trasforma. Tutto scorre.
Penso, dunque sono”.

Poi? Serve altro? No.

Una volta che hai ricordato la tua capacità di decodifica ambientale frattale espansa:

hai ricordato il “significato” di tutt3 ciò che accade (“il caso non esiste, se non lasci nulla al caso”).

La dominante, allora, non è più immanifesta ma (ma) è, praticamente, incisa ovunque, dappertutto. Al contrario della propria intenzione (strategia) “immanifesta”…

Se non la vedi, la percepisci (sai che è la dominante).

Se non la percepisci, la vedi/senti (sai che è la dominante).

E “sai che è la dominantequando hai un aggancio, anche il più piccolo “angolo”, che ti permette diaccorgerti e di riportarla all’interno del tuo “dizionario”.

Così riemerge il “senso, l’ordinamento, il perché…” del mondo reale manifesto “qua, così”.
Questo spazio (potenziale) funge da “spazio (mezzo)”, dal quale triangolare (ping) tale consapevolezza. Ogni volta che il dubbio ti assale, “ricorri qui”:

troverai sempre (sempre) rinnovata linfa e certezza, valore e pace.

Tutti inseguiamo i nostri sogni più sinceri. Il mio è quello di rendere questo universo attraversabile e lasciare la mia azienda come un organismo che continua a crescere, anche dopo che me ne sarò andato”.

Billions

Tutti inseguiamo i nostri sogni più sinceri…”?

Cosa (chi) “continuerà a crescere anche dopo”?

Chi ti ha messo in testa il ‘tuo’ sogno?
Lascia perdere ogni discorso di “free energy”. Va bene, anche, così. È vero:

il moto perpetuo non esiste (del resto, l’energia infinita è ancora una dipendenza da unità di misura più grandi, che vengono definite, appunto, infinite… solo per auto mantenerl3 lontane dal “dizionario” umano di riferimento convenzionale comune e delimitante il “fare”).

Anche Teva Liike utilizza (dipende) dal movimento.
Ammettendo ciò, ti rendi conto che:

allora, anche la realtà manifesta è soggetta al fatto che il moto perpetuo non esiste.

Hanno concepito che “nel lungo termine, saremo tutti morti” e che grazie al Big Bang, la forza di spinta (inerzia) alimenterà la realtà manifesta ancora per molto, molto, tempo… ma (ma), poi, tutto tenderà a fermarsi e si fermerà.
Perché attendere sino a quel “momento”?

Fermati prima. Fermati “ora”.
Tutto ciò è contrario alle leggi di/in natura?

No: immagina la vita di un ragno, che non si muove dal proprio angolo. Appeso a “testa” in giù. Che cosa fa? Quale tipo di vita lo caratterizza e, le3, caratterizza?

Si nutre, cambia “pelle” ed è sempre lì. Nella sostanza, è ancora quello che “fai”che rappresenti anche tu:

ferm3 “tutt3 casa, chiesa e lavoro”

ti nutri, cambi “pelle” e sei sempre “qua, così”.

Le forze inerziali significano che qualcosa “è già successo” e che, da quel “momento”, tutt3 è cambiato… diventando una conseguenza ed alimentandosi di tutt3 ciò che crede di trovare “riparo e senso (casa, chiesa e lavoro)” in ess3.

Ciò che cresce “spontaneamente” e che si manifesta dentro, tende soprattutto ad alimentare lo status quo.

Anche se ciò è palesemente ingiusto in termini di valore universale. La paura prende il sopravvento e tendi a sopravvivere ad ogni costo…

Ergo:
se non ti fermi

non sai nulla in termini sostanziali

di quello che “è” questa realtà manifesta “qua, così”

e, soprattutto

di quello che “è” l’alternativa sostanziale “formulare”.

“Fai…”.

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2077

prospettivavita@gmail.com

https://sacroprofanosacro.blogspot.it/2017/06/chi-ti-ha-messo-in-testa-il-tuo-sogno.html

FONTE: Chi ti ha messo in testa il “tuo” sogno?