Erich Fromm, “Avere o essere?”


“Avere o essere?”, insieme a “L’arte di amare”, è uno dei libri più noti dello psicoanalista e sociologo tedesco Erich Fromm, figura di spicco della cosiddetta Scuola di Francoforte. In questa sua opera Fromm definisce la differenza tra due modalità esistenziali contrapposte, quella dell’ essere e quella dell’avere. Partendo da una critica radicale all’attuale società moderna, alienata e spinta verso la catastrofe dal sistema economico e sociale capitalista, l’autore si richiama ad una lunga tradizione spirituale e filosofica per rilanciare l’urgenza della modalità esistenziale dell’essere, da lui definita come attività realmente produttiva e creativa che porta l’individuo a realizzarsi interiormente ed a creare una società emancipata e basata sui presupposti dell’umanesimo. L’Uomo contemporaneo, secondo Fromm, è falso, superficiale, attaccato a beni futili, ossessionato dall’accumulo, incapace di vivere relazioni amorose e sociali realmente sane ed autentiche, manipolato nei gusti e nelle opinioni, nevrotico, potenzialmente distruttivo nei confronti di se stesso e degli altri, è dominato insomma dalla modalità dell’avere. Essere significa accettare la proprietà solo quando è funzionale; l’autorevolezza e non l’ autorità; conoscenza come processo di autoaffermazione della ragione umana della quale l’ignoranza, il sapere di non sapere, è parte integrante; l’attività concepita non come generico “essere indaffarati”, ma come continuo processo di crescita, divenire, mutamento; individualismo piuttosto che egoismo; solidarietà e condivisione.



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FONTE: Erich Fromm, “Avere o essere?”