Giustizia ad angolo giro: “amore”.

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In questo spazio (potenziale) – costantemente auto manutenuto “aperto” – emergono, di conseguenza, coerentemente (ed in maniera direttamente proporzionale, espansa “in leva”, all’intenzione autrice), concetti, teorie, prospettive, etc. “nuov3” (nel senso che… la “novità” consiste e sussiste nel fatto di prendere in considerazione la forma sociale reale manifesta “qua, così” – con tutto il relativo contenuto informativo – in maniera “altra”, oppure, “nuova).

Si può tranquillamente arrivare a definire questo “carico”, come una supervisione assoluta (relativa ad un assoluto) che nella fattispecie “fissa tutt3 ad un momento di ‘è già successo’”, alias, all’avvento della compresenza immanifesta dominante.


Se (se) poni attenzione e lungimiranza, la “cosa” non è differente (in “modulo”, nella sostanza) rispetto a ciò che “ha già fatto” sia la scienza che la religione, “qua, così”.

Non a caso, di fatti, la prima ha fissato quel “momento” nell’attimo del Big Bang, e la seconda lo ha fissato “in Dio”.

Comunque la metti, o la mettano, si tratta sempre di un “momento”, di un punto… dal quale, poi, consegue tutt3 il resto della “vicenda umana terrestre”.

Quell’istante corrisponde alla forza attiva della “creazione”, ossia, a qualcosa che “prima 1) non c’era, oppure 2) era divers3”.

Qualcosa che sembra, dunque, avere mutato/mutuato uno stato con un altro. Dunque… piuttosto che una creazione, è meglio predisporti per accogliere il ben più significativo termine di “generazione”.


Così come del resto, la vita umana prosegue ad ondate di “nuove” generazioni “qua, così”.

Ora, quale “punto di riferimento” fissi, in quanto scenario stabile attraverso il quale, poi, riorientare tutt3?

La scienza fissa la Terra, poi, il Sole, alcune stelle più evidenti, la galassia, l’universo. La religione “fissa Dio”.


Ed entramb3, credono in qualcosa (nonostante “la matematica non è una opinione”).

Come riesci a conciliare “qua, così” due versioni tanto distanti dell’assunzione di significato?

Sai come fai?

Ignorando inconsciamente l’intero ambito.

Lo sai che “è” così. Anche se ti rifiuti di auto ammetterlo.



Non ti interessa nulla, poiché – significativamente – tendi “inerzialmente” a conseguire ben altri tipi di risultati/obiettivi.

Quali? Bè… tutti quelli collegati all’interesse “di parte (egoico)”, alias, parziale:

carriera, lavoro, denaro, sesso, avere, “divertimento”, pensione, etc.

Se trovi troppo riduttiva questa “visione”, significa che sei disconess3 dal “significato” di tutto ciò che tendi a fare “qua, così”.

Certo… perché tutt3 ha “infiniti significati ma, uno tra questi è fondamentale, ossia, ‘piazzato più a monte degli altri’”.

Qualsiasi sia il significato che dai al “significato”, non potrai assolutamente confutare che esiste una certa gerarchia in tutto ciò che puoi “elencare”; qualcosa viene sempre “prima” di qualcosa d’altr3.

Sempre.

C’è, insomma, un “punto” di inizio per… e “x” punti deviati, rispetto a quel punto.

La scienza e ogni “altra arte umana, di qualsiasi tipo”, rientrano a pieno titolo in questa deviazione.

Di più, vi rientrano a tal punto che la deviazione è diventata “qua, così” una auto deviazione.

Ossia, le singolarità sono entrare talmente nella parte (pre assegnata) che “ora” forniscono sempre nuova linfa (convinzione ed educazione) ambientalmente, non risultando molto diverse da ciò che la tecnologia ha “sfornato” in termini di “infrastrutture fisiche per le telecomunicazioni”, quali:


parabole, piloni, ripetitori, etc.

Anche se non te ne accorgi, il significato della forma sociale manifesta “qua, così” è ovunque; ricavato e ricavabile proprio nel/dal “significato (dal ‘che cosa significa’)” incarnato da ogni s-oggetto e vicissitudine planetari3.

La “leva” è insita nella compresenza immanifesta dominante:


se la ometti dall’intero ambito, di conseguenza, il riferimento assoluto viene a mancare e, nel tempo, questo “vuoto” viene riempito d’altro, causalmente.



Per cui, quale “scenario di base” poni come fondo e portante della “tua” attenzione “qua, così”?

Quello scientifico, tecnologico, religioso, politico, economico, finanziario, speculativo, militare, etc. Cioè?

Un “fondo” che non è il “fondo”, bensì, uno strato depositato sul “fondo”…

Qualcosa che ha sostituito apparentemente il “fondo”.

Quale è l’originale sfondo?

Quello che ricavi per contrasto con il “qua, così”. Quello che riguarda, dunque, la giustizia ad angolo giro. Non a caso, sei nell’AntiSistema in luogo del… Sistema.

Come è “già potuto” succedere?

Non lo ricordi.

Nel “trauma” è racchiusa la verità.

Hai lasciato fare ad altr3 (espert3), ciò che “una volta” era alla portata diretta dell’esperienza e della memoria del significato.

Altr3 che, nel frattempo, hanno impresso il timbro, il marchio di proprietà dell’informazione, mediante deviazione ed assunzione del punto di riferimento assoluto.

Espert3 che hanno introdotto il linguaggio, in codice, della matematica… in ciò che riguarda proprio il significato delle “cose (s-oggetti, forma sociale)”, assumendone il controllo in-direttamente.

Sino al momento in cui, per comprendere le “cose”, non più nel loro significato simbolico sostanziale frattale espanso, devi ricorrere solo ed esclusivamente alla dimostrazione “matematica” che è, di per sé, l’interfaccia complessa per sol3 “addett3 ai lavori”.

Qualcosa che chiunque può imparare? In teoria.

Dato che, questa “scienza” richiede di “seguire l’onda… ‘vendendo la propria sovranità (anima)’”.

Le proprie convinzioni non contano più, allora, alla luce della scienza (deviata). E anche se sai che “è” come percepisci, non basta più, perché lo devi assolutamente “dimostrare”.

In che modo? Attraverso l’evidenza del ragionamento? No.

Per mezzo del “metodo sperimentale (scientifico)”.

Qualcosa che è un vero e proprio auto impedimento, molto ben congegnato… in luogo dei vetusti ed antidiluviani “processi censori sul modello della santa inquisizione”.

Qualcosa che risuonerebbe come troppo “evidente”.



Qualcosa che è stato superato per mezzo dello sviluppo dell’interfaccia sociale “qua, così”, che è sempre “scienza (deviata)” anche quando meno lo sembra.

Anche la “legge” è una scienza, che devia il corso della giustizia ad angolo giro, difendendo e promuovendo il decorso della giustizia parziale (quella “uguale per tutt3” ma, lo sanno anche i sassi, che non corrisponde al valore universale – da chiunque anche se “qua, così” subito compreso – di giustizia totale globale).

Nel Bollettino di domani, verrà sviluppata la stessa questione, a livello scientifico.


Mediante una decodifica del “metodo sperimentale” by valore “formulare”, cioè, assumendo come cardine assoluto (universale)… ciò che “ora” non rientra più nella portanza centrale della situazione d’assieme.


Tanto per ripetere la “cosa”, appunto:

la giustizia di parte (parziale) “qua, così”

vs

la giustizia ad angolo giro (universale) “qua (non) così”.

Il tutto a partire dalla forma sociale emersa e manifesta, realmente, ma in maniera tale da “dimostrare” l’esatto contrario rispetto alla validità universale, globale, ad angolo giro, del “significato”.
È tutt3 descritto ambientalmente, anche se/nel “qua, così”.

Perché? Perché si tratta di una caratteristica – fondamentale, infrastrutturale – di memoria frattale espansa.

Come può esistere (essere)?

Perché fa parte ed è una emanazione (funzione) del sistema operativo frattale espanso o “intelligenza sempre all’opera”.

Qualcosa che ritrova il senso smarrito, se (se) riparti dal significato di “amore” che, se preferisci, ritrovi in Dio.

Ovvio, si tratta – anche in questo “caso” – di simbolismo sostanziale frattale espanso (Dio è una immagine ricca di significato), dal momento in cui, l’amore ènella sostanzagiustizia ad angolo giro (valore universale comprensibile anche senza essere espert3 in nulla, se non essendo assolutamente “viv3, esistenti e compresenti a/in se stess3”).

Se la legge, sociale umana, fosse “così”, allora sarebbe giusta ad angolo giro (alias: “amore”). Ovvio che non lo è. Dato che “è”, prima (“a monte”), giustizia di parte (by sotto/dominante).


A domani, per un bel “tuffo” nella verità.


“Fai…”.

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2082

FONTE: Giustizia ad angolo giro: “amore”.