Gli Oceani di Marte

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Utilizzando alcuni tra i telescopi più potenti al mondo, un team di astronomi ha stabilito che 4 miliardi di anni fa un oceano ricopriva una parte significativa di Marte, circa il 20% del pianeta.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Science, rafforza dunque la teoria secondo cui una volta la superficie del pianeta rosso era coperta d’acqua. L’ipotesi era nata in precedenza in seguito all’osservazione di alcune tracce rimaste sulla superficie di pianeta: ciottoli, antiche linee di costa, delta di fiumi e minerali che devono essersi formati in ambiente acquoso.
Questa volta invece l’analisi si è concentrata sul vapore acqueo esistente oggi nell’atmosfera marziana. Un team di scienziati, guidati da Geronimo Villanueva del NASA Goddard Space Flight Center, ha misurato la luce solare che si riflette sulla superficie di Marte e attraverso l’atmosfera, rilevando la composizione chimica del vapore. L’idrogeno presente nell’acqua, sia su Marte che sulla Terra, è disponibile in due varietà: idrogeno ordinario, i cui nuclei contengono solo un protone, e idrogeno pesante, noto anche come deuterio, il cui nucleo è costituito da un protone e un neutrone.
Le acque della Terra e di Marte in origine avevano proporzioni identiche di idrogeno ordinario e deuterio, ma Marte ha una gravità più debole, per cui l’idrogeno ordinario è gradualmente uscito dall’atmosfera, disperdendosi nello spazio. Come risultato, oggi le acque di Marte hanno una percentuale di deuterio sette volte superiore rispetto alla Terra. Dal momento che gli scienziati possono stimare il tasso di fuga che ha portato a questo squilibrio, Villanueva e colleghi hanno calcolato quanta acqua era presente una volta sul pianeta.
Si è scoperto così che la quantità di liquido era tale per cui, se avesse coperto l’intera superficie in modo uniforme, avrebbe raggiunto una profondità di circa 137 metri. “Probabilmente però formava un oceano più profondo (almeno un chilometro e mezzo) nell’emisfero settentrionale, dove l’altitudine è molto minore”, afferma Villanueva.
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L’oceano primitivo di Marte era più grande del nostro mar Glaciale Artico. L’87 per cento di quell’acqua si è oggi disperso nello spazio, mentre il resto si trova ancora sul pianeta, intrappolato nella calotta polare. Illustrazione di NASA / GSFC
“I risultati sono credibili”, commenta James Kasting, uno scienziato planetario presso la Penn State. Ma suggeriscono solo quale poteva essere la quantità minima di acqua presente un tempo su Marte: “Credo che in realtà fosse molta di più”.
Kasting, in un paper del 2014, sostiene infatti che ai primordi l’atmosfera marziana fosse insolitamente ricca di idrogeno pesante e che gran parte di esso sia fuggito assieme all’idrogeno ordinario. Se così fosse, questo inciderebbe in modo significativo sulle stime.
In entrambi i casi, però, sembra che anticamente Marte fosse molto più umido e caldo di adesso.
L’acqua era per lo più in forma liquida invece di essere racchiusa in calotte polari ghiacciate e, proprio questo, l’ambiente era ospitale: l’idea che sia esistita la vita su Marte è sempre più forte.

FONTE: Gli Oceani di Marte