I misteri del Codex Gigas, il manoscritto più grande del mondo noto come “la Bibbia del Diavolo”

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A parte le leggende sull’origine del Codex Gigas, è certamente degno di nota il contenuto del manoscritto. Innanzitutto la Bibbia, poi troviamo la Etymologiae di Isidoro di Siviglia, alcuni testi storici di Giuseppe Flavio, una storia sulla Boemia, ma anche alcune formule magiche, un calendario con nomi di santi e l’elenco dei monaci del monastero. La pagina più famosa dell’opera, è la 290: essa contiene un’immagine del Diavolo a tutta pagina (da qui il nome Bibbia del Diavolo) raffigurato mezzo uomo e mezzo animale, con corna, una lingua biforcuta e piedi con artigli.
Per togliere un po’ di mistero va detto che forse ci fu un’errata interpretazione della parola inclusus: alcuni pensavano che significasse “essere murati vivi”, ma secondo gli ultimi studi l’espressione vorrebbe dire “scelta di reclusione”. Dunque è probabile che il frate abbia scelto lui stesso di essere “murato vivo” per liberarsi dei suoi peccati e mettere su carta il lavoro e gli studi di una vita a favore dell’umanità. Inoltre nella pagina precedente la raffigurazione del diavolo troviamo una pagina con il regno dei cieli, come dire che nell’eterna lotta tra il bene e il male, forse il frate è riuscito a liberarsi dai suoi peccati.

FONTE: I misteri del Codex Gigas, il manoscritto più grande del mondo noto come “la Bibbia del Diavolo”