IgNobel 2016: ecco i premi per le ricerche scientifiche più brutte!

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Una delle assegnazioni più conosciute dell’intero mondo scientifico è quella del premio Nobel. Il premio, inventato dal chimico Nobel, è stato istituito tanti anni fa per donare il denaro che lui aveva guadagnato dalla vendita della sua invenzione, la dinamite, alle migliori menti delle varie discipline del mondo. Vincere un Nobel è un grandissimo onore per chiunque, ma non tutti sanno che, in un’ottica ridicola, vengono assegnati ogni anno anche gli IgNobel, premi elargiti agli scienziati che fanno le ricerche più brutte e inutili delle varie discipline. Quali studi li hanno vinti per il 2016?

Il primo premio IgNobel è quello consegnato per la riproduzione, una disciplina non presente nei topi. Gli scienziati che lo hanno vinto hanno studiato l’attività sessuale dei topi in base all’effetto di pantaloni in poliestere, cotone o lana; questo esperimento è stato poi ripetuto sugli esseri umani, valutando le conseguenze. L’IgNobel per l’economia è invece andato a tre ricercatori che hanno valutato la personalità dei sassi e il suo effeto sul commercio e sul marketing. Chissà quali erano i risultati dello studio!

C’è poi il premio per la fisica, che è andato ad un gruppo di ricerca che ha cercato di capire due cose distinte tra loro. La prima riguarda il perché i cavalli bianchi siamo esposti alle punture dei tafani più dei cavalli degli altri colori, la seconda il perché le libellule siano più attratte dalle lapidi nere che dalle altre. La ciliegina sulla torta è che queste due cose, con la fisica, non c’entrano nulla.

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L’IgNobel per la medicina è andato ad una bellissima ricerca che ha scoperto che, se si ha un prurito sul fianco sinistro, guardandosi allo specchio e grattandosi il lato destro, il prurito passerà. La regola vale anche al contrario: ci voleva proprio la ricerca. Passando alla psicologia, si è cercato di capire il paradosso del mentitore (il bugiardo che dice “Io Mento”); sono stati intervistati un po’ di bugiardi chiedendo quanto mentissero, ma poi non sono riusciti ad interpretare correttamente i risultati perché non sapevano se credere o meno alle risposte.

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Ci sono infine l’IgNobel per la pace, andato a degli studiosi che hanno cercato di capire se le persone esposte ad aforismi e discorsi motivazionali (tipo quelli che girano su Facebook) possano far credere di più le persone alle teorie cospirative; infine, il premio per la letteratura è andato ad uno scrittore svedere che ha scritto la propria autobiografia, in tre volumi diversi, incentrata sulla passione personale dell’autore nel collezionare mosche vive e mosche morte. Sicuramente, fondi ben spesi per la ricerca, che ci fanno essere orgogliosi del mondo in cui viviamo. La cosa buffa? Tutti coloro che abbiamo citato sono andati a ritirare, orgogliosamente, il premio.

FONTE: IgNobel 2016: ecco i premi per le ricerche scientifiche più brutte!