Il mistero e il simbolismo della Luce Astrale

Thumbnail for 450773


http://www.teosofica.org/it/glossario-dottrina-segreta/glossario/,32?&start=4079

La Grande ingannatrice dei sensi limitati dell’uomo. In essa vi è il prototipo di ogni cosa che si trova nell’Universo oggettivo; essa è il piano inferiore ed il mondo dell’Anima Mundi. Il Drago è l’antico glifo della Luce Astrale, il Principio primordiale che è la “Saggezza del caos”. Essa è Spirito-Materia: parte dal più puro piano spirituale , scende gradualmente fino a divenire grossolana e, sul nostro piano, Maya, diventa il Serpente tentatore ed ingannatore. Per i Cabalisti, la Luce Astrale è Padre-Madre, l’Etere primordiale, l’aspetto inferiore di Akasha. Per i Caldei era Ana (da cui Anna), il Cielo; per gli Indù è Anaitia o Anapurna o Kania. Ma Kania è la Vergine di Luce, la Luce Astrale, in uno dei suoi molteplici aspetti. Su di essa i Lipika scrivono i pensieri e le azioni di ogni essere vivente. La luce Astrale è l’anima del mondo differenziato. Lucifero (la Luce Astrale), è una forza intermediaria esistente in tutto il creato; serve a creare ed a distruggere. Ogni passione sessuale che soverchia i sensi è un turbine di questa luce che cerca di trascinare l’essere vivente verso la morte. Pazzia, allucinazioni, visioni, estasi, sono tutte forme di pericolosissima eccitazione dovuta a questo fosforo interno. Essa è della natura del fuoco : un uso intelligente riscalda e vivifica, l’eccesso dissolve ed annichila. L’uomo deve imparare a controllarla per conquistare l’immortalità. Come agente divorante, vendicativo e fatale, essa è il fuoco dell’inferno, il serpente della leggenda, il Diavolo, Satana. La Luce Astrale è duale e bisessuale; la sua parte maschile (ideale) è puramente divina e spirituale: è la Saggezza, lo Spirito, Purusha. La parte femminile è contaminata con la materia, è già materia, ed è quindi “male”. Essa è il principio vitale di ogni creatura vivente e fornisce all’uomo il perispirito fluidico, l’anima astrale, cose di cui sono dotati tutti gli esseri viventi. Per gli Gnostici, Sophia era la Saggezza Divina, mentre Sophia Achamoth personificava l’Etere, la Luce Astrale inferiore. Fra la Luce Astrale e l’Akasha (anima Mundi) esiste lo stesso rapporto che passa fra Satana e la Divinità. La Luce Astrale è il Grande Agente magico della Magia Nera, l’antica Luce Siderale di Paracelso. Essa non contiene tutte le cose, ma è ciò su cui tutte le cose si riflettono. Il Fuoco e l’Acqua sono i genitori della Materia Cosmica, la cui anima è l’Etere e la cui ombra è la Luce Astrale. Gli oracoli Caldei parlano del Dio del Mondo eterno, illimitato, giovane e vecchio, di forma serpeggiante; tale forma è un’immagine per esprimere il moto vibratorio della Luce Astrale, ben nota agli antichi, anche se il termine è stato inventato dai Martinisti. Eliphas Levi identifica la Luce Astrale con Lucifero. La Luce Astrale è il Karma dell’Umanità, un’entità personale ed impersonale che compendia la luce visibile e quella invisibile. Essa è nello stesso tempo creativa e distruttiva e può essere considerata come un aspetto del “Fuoco vivente”. Talvolta i Cabalisti dell’Occultismo usano per essa l’allegoria dell’Uovo delle Tenebre. Nella mitologia scandinava la troviamo sotto forma di rugiada che cade durante la notte. L’anima della Luce Astrale è divina, ma il suo corpo è infernale. Nello Zohar viene rappresentata con la Testa Magica, mentre è comune il detto che la Luce Astrale è Daemon, o Deus Inversus. Se osserviamo la religione egizia, troviamo il suo corrispettivo nel più basso aspetto di Ptah, ma anche in Nahbkoon, “colui che unisce i doppi”, un serpente con gambe umane, con o senza braccia, simbolo del duplice potere fisiologico e spirituale, l’Umano ed il Divino. Il corpo umano è carico di luce astrale, nella quale sono scritti i decreti del Fato. Nello Zohar si narra la pratica magica detta Nehhaschim (i lavori del serpente) : i maghi lavorano circondati dal Serpente primordiale (la Luce Astrale) che scorgono in cielo sotto forma di una zona luminosa composta di miriade di stelline. E ciò che S.Paolo chiama il “Principe dell’Aria” non è il Diavolo, ma gli effetti della Luce Astrale. Ci piace rimandare il lettore, per un completamento, alle pagine 91 e 92 del VI Volume della Dottrina Segreta, Edizione Società Teosofica Italiana, Trieste.
Regione invisibile che circonda il nostro globo, come ogni altro, e corrisponde al secondo Principio del cosmo (il terzo essendo la via, di cui ne è il veicolo). E’ una essenza sottile, visibile soltanto all’occhio chiaroveggente ed è il più basso (salvo l’ultimo che è la Terra) dei sette principi akashici o cosmici. Eliphas Levi la chiama il Grande Serpente ed il Dragone dal quale irradia sulla umanità ogni maligna influenza. E’ così, ma perché non soggiungere che la luce astrale non ci trasmette altro che quello che ha ricevuto? Questo è il grande crogiuolo del mondo in cui le emanazioni basse della Terra (fisiche e morali) con le quali la luce astrale viene nutrita, vengono trasformate nella sua essenza più sottile irradiate di nuovo, intensificate in modo da divenire epidemiche-morali, psichiche e fisiche.

FONTE: Il mistero e il simbolismo della Luce Astrale