Il “significato”.

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Da quest’oggi (in quanto “introduzione”), probabilmente per tre Bollettini, questo spazio (potenziale) analizzerà il “significato” (significato = simbolismo sostanziale frattale espanso) della teoria fisica applicata a “quiete e moto, sistemi di riferimento, sistemi di riferimento inerziali, traiettoria, velocità, teoria aristotelica del moto, principio di relatività galileiano, principio di inerzia, nascita del metodo di ricerca sperimentale”.

Il tutto, nella “direzione” impartita agli argomenti, attraverso un libro di testo, per gli istituti magistrali, relativo all’anno 1988. Un testo a “caso”, laddove “il caso non esiste”.

Ovviamente, la disquisizione sarà in “funzione della sfericità globale (valore universale)” emersa durante questi otto anni di condivisione quotidiana del “pensato”.

La “teoria” deve sempre passare per la “dimostrazione”?

Deve essere sempre “comprovata”? Perché?

E, soprattutto, da “chi”… oltre a ciò che rappresentano ed incarnano le Istituzioni?

La riflessione è, quindi:


che cosa significatutto ciò (e, dunque, “chi” è).

Un senso lo deve avere, per cui, lo ha.

Solo che sembra essere uno dei tanti, “qua, così”.

Ergo:

il senso fondamentale “non” risulta più, essendosi camuffato ambientalmente, logicamente e strategicamente.



Tuttavia, anche nella “notte più buia, profonda e senza tempo (senza apparente memoria)”, è sempre possibile risalire la corrente, sino al momento di “è già successo” e – di più – Oltre Ogni Orizzonte, decodificando la verità attraverso il significato che ha qualsiasi s-oggetto (essere, cosa, vicissitudine) e che incorpora, in quanto testimonianza – spesso inconscia, indiretta – dell’accaduto (e del senso dell’accaduto) a livello di simbolismo sostanziale frattale espanso (memoria frattale espansa = registro degli accadimenti e del funzionamento della realtà manifesta “qua, così”).

Qualcosa di molto simile ad un sistema operativo, implementato in un computer, nella sua accezione di memoria – non in termini di potenza ed elaborazione, ma – in termini di “capacità/registro di ricordare gli eventi”.

Ecco che, allora, anche l’AntiSistema (nel quale “sei, ora”) ha una possibile rilettura sensata, fondamentale, decodificandol3 per quanto riguarda proprio questo aspetto (traccia frattale espansa).

Del resto, non crederai che lasci solo impronte digitali, come traccia del tuo passaggio/passato?

E non solo il Dna ti può incastrare, se hai commesso un qualsiasi tipo di ingiustizia, lasciando “parti di te” sul luogo del misfatto…

La frattalità espansa, allo stesso modo (anzi, di più) è la traccia (e la potenziale capacità di risalire a…) che chiunque – anche se “qua, così” – lascia “dietro di sé”.

È, ad esempio, come perdere la propria carta d’identità, ogni volta, lasciandola sempre sul luogo dove hai compiuto qualsiasi tipo di “passaggio”.

E questa traccia è il significato che, d’assieme (giurisdizionalmente) incarna e codifica la forma reale manifesta (che è una conseguenza).

Ad esempio, rifletti e comprendi (ricorda) che le parole, le frasi, il costrutto linguistico, etc. indicano un sovra livello frattale espanso (significato), di una esatta analogia sottintesa (sotto livello = stesso significato, ma codificato diversamente).

Che cosa “rimbalza (doppio specchio)” tra i vari livelli, in termini di “significato”? Che cosa significa.


Immagina, allora, di utilizzare termini di paragone, simili:

direttamente proporzionale

e

indirettamente proporzionale.

Questa espressività si svolge al livello linguistico ed ha 1) un proprio significato (convenzionale e stratificato quanto credi e vuoi) e 2) il significato (fondamentale).
Quali “significat3”?

Per comprenderl3, occorre – prima – accorgerti che il livello “linguaggio” viaggia “parallelamente” al livello meccanica (in termine generico di tecnologia, costruzione, meccanismo, etc.)” e che tale livello indica – in termini di frattalità espansa – “l’automatismo che governa la realtà manifesta e quella potenziale: sia a livello di dominante che a livello di funzionamento della manifestazione reale per generazione (intento, scelta)”.


Senza allargare troppo la prospettiva, rimani alla distinzione tra i due significati sovra richiamati.

Attraverso le “parole (frasi, linguaggio)” è sottinteso un certo tipo di funzionamento meccanico della “vita ‘qua così’”.

Sì, è una versione “personalizzata” della vita (realtà manifesta ad hoc, by sotto/dominante).

E… sì, hai compreso molto bene… che, allora, la questione è molto, molto, interessante, dal momento in cui “si tratta di espandere (decodificare ad un’altra luce) ogni auto convincimento, relativo all’assoluto dominante, che ti ha convint3 che la ‘tua’ vita sia una tale funzione alle prese con i tali ‘limiti’”.

Dove esiste l’impossibile, che è stato addirittura dimostrato a livello scientifico (deviato), attraverso l’elevazione di un linguaggio complesso per sol3 “addett3 ai lavori”.

Impossible is nothing (niente è impossibile)”.

Accorgiti dell’analogia (leva) che collega i due livelli “linguaggio, meccanica”:

direttamente proporzionale = ingranaggio “orario” (che ha la caratteristica di replicare passo/passo – trasmettere – un certo input, mantenendo la proporzione tra le “dimensioni”)

indirettamente proporzionale = ingranaggio “antiorario” (che ha la caratteristica di replicare passo/passo – trasmettere – un certo input, invertendo la proporzione tra le “dimensioni”).

Se (se) poni “caso”, il livello “linguaggio” sottintende il livello “meccanica”. E da “lì” puoi accorgerti dell’artificialità del linguaggio e… della forma reale manifesta “qua, così”.

Ok?

Allo stesso tempo, questa “inclinazione” ti permette di porre la considerazione (non la domanda) “che cosa significa” e, dunque, “chi” ha progettato (generato) tale “forma”.
Il livello “meccanica” auto indica (significa) una in-certa compresenza, quindi.

La responsabile di tutto ciò che credi e in cui credi “qua, così”.

Qualcun3 che “si è res3 come indimostrabile”, ossia, che la logica convenzionale (legge, scienza, religione, politica, società, economia, etc.) dribbla strategicamente, dividendo e imperando.




La “divisione” è un isolamento della parte dominante (organizzata) da quella dominata, massiva (disorganizzata), come gli avvolgimenti di un trasformatore, che generano effetti complessivi non solo nella direzione convenzionale “tensione di uscita minore di quella d’entrata”; così come una ventola non è solo parte consumatrice (carico), bensì, se alimentata – ad esempio – dal vento, allora può generare corrente “a ritroso (invertendo il senso che l’ha progettata in termini di negazione del moto perpetuo, obsolescenza programmata, consumismo e significativamente… a senso unico convenzionale)”, riuscendo a “generare” invece che solo a “consumare”.

Non solo.
La via della decodifica del “significato (sostanza, quintessenza, valore aggiunto, valore universale, funzione, potenziale, etc.)” passa attraverso a qualsiasi tipo di f-orma, quale anche il paesaggio, dettaglio per dettagli e d’assieme.


Ad esempio, il fatto che una strada asfaltata (“moderna”) abbia certe caratteristiche (larga, stretta, in salita, in discesa, a saliscendi, con le buche, con il guardrail o senza, etc.) ha un significato, che è trasferito “lì” da un livello che sottintende/sovraintende.

La strada riflette la sostanza, che è nella forma reale manifesta “qua, così”.

Una salita non è casuale (infatti, già ad un primo livello di riferimento fisico, apparente, la salita è la replica, il “rilievo”, dell’andamento orografico locale) ma indica – a livello di “meccanica” – la compresenza di motoriduttori del cammino (“via”), ossia, di uno sfruttamento del “lavoro” particolarmente intenso, che viene (serve) utilizzato e convertito in “forza (energia, legge)”, senza con questo – per forza di cose – aver dimostrato assolutamente nulla, se non che… “qua, così”, tutt3 funziona attraverso il collo di bottiglia del luogo comune “energia (lavoro)”.

Cioè, in questa maniera viene escluso proprio quel “funzionare” che “è” l’esistere, in quanto sovranità portante e centrale di sé.

La foresta amazzonica, per esempio, è stata “seminata”?

No.

È nata spontaneamente, alias: “funziona (esiste)”, anche senza il supporto vitale del “lavoro (energia)”.

A sua volta, nel tempo “qua, così”, la foresta è stata presa come “giacimento di potenziale energetico (sotto ad infiniti punti di vista, tutti accomunati dalla convenzione del primo principio della termodinamicatutto si trasforma)”.

Se (se) la vedi in termini significativi, la foresta viene sfruttata per l’interesse privato, facendo passare la convenzione scientifica, religiosa (deviata)… che la foresta stessa dipenda dal medesimo tipo di “idea (teoria)”, che invece la riguarda solo in quanto “stato di globalizzazione (saturazione, polarizzazione, personalizzazione, etc.)”.

Perché Tesla, tanto per citare un “caso patologico” tra i tanti, è arrivato a brevettare, sino ad un certo punto, la propria “teoria”?

Perché, oltre… gli è stato impedito di andare (il “brevetto” è un altro tipo di controllo, di prevenzione, di necessità e di collo di bottiglia).

Da chi? Lo sai.

Anche se lo sai sino al livello sottodominante (che non è il fondamentale “chi”), comunque, questo sapere coincide per senso (“significato”)… con la compresenza immanifesta dominante.

Eppure, anche solo rimanendo al livello sottodominante (un mix tra interesse speculativo, bancario, scientifico, religioso, etc.), “lo devi dimostrare”.

In quale modo?

Secondo la convenzione (aspettativa secondo legge) “qua, così”.

Alias?

Qualcosa che “chi ha più potere (influenza + denaro + ‘pedigree’)” ha sempre la meglio su di te o, meglio, sulla giustizia ad angolo giro (valore universale) anche quando “tu hai solo che ragione (a livello di giustizia ad angolo giro)”.

Qualcosa che “te lo dicono anche in ogni ‘fiction’, il ‘come funziona’”, ma che alla luce del “basato su una storia vera (in cui all’interno, nomi, fatti e persone sono puramente casuali…)” – di conseguenza – ti ci perdi dentro, decretando alla conclusione della visione, che si è trattato solo di uno “spettacolo (raccapricciante quando vuoi, credi, ma… sempre e solo di una ‘fiction’)”.


Questi ultimi due Bollettini sono “la preparazione di/per quello che seguirà (come promesso)”…

Quale “(anti)sistema di riferimento” prendi in considerazione, per sopravvivere (qua, così)”?

Questo fa la differenza.
Sopra a tutto se (se) ogni “tua” scelta è, nella sostanza, una auto imposizione (una strategia), che proviene ambientalmente (senza il riconoscimento diretto della relativa assoluta genitorialità “a monte” o responsabilità di fatto iniziale).

Qualcosa che prima o poi, respiri, poiché puoi solamente respirare… ed è solo una questione di tempo il fatto che, prima o poi (sempre), “qua, così” t’imbatta nella “molecola sotto/dominante (educazione, scuola, società, etc.)”.
Qualcosa che iniziano i “tuoi” genitori a convincerti di (passarti)… e che tu non riesci a valutare sostanzialmente, dal momento in cui “sei/vieni pres3 anzitempo, allorquando non hai ancora nessuna capacità matura di accorgerti, valutare, auto indirizzarti, etc. poiché troppo ‘piccol3′”.


Un periodo nel quale, probabilmente, ancora “ricordi”, ma, che non hai possibilità di manifestare a pieno, dato che dipendi in toto dalle apparenze convenzionali sociali “qua, così”.

Quindi, dopo un simile “trattamento”, ti abitui a lasciar andare (dimenticare) tutto ciò che sembra come inutile, poiché “va da sé” che “qua, così”… “non ti serve a nulla (valutando la realtà manifesta per come appare e per come te la fanno apparire coloro i quali ti danno più fiducia)”, perdendo di vista sempre più completamente, invece, il “significato” che incarna ed emana qualsiasi situazione reale manifesta anche se “qua, così”…

Quale “significato”? Il “che cosa significa”.

Se la giustizia è di parte, rifletti:

“che cosa significa”.

Che tipo di “f-orma” è questa e, dunque, “chi” è responsabile di tutto ciò?

La politica, l’economia, la religione, la legge, etc.? No.

Queste sono solo conseguenze.

Le persone che le hanno concepite?

Solo in parte, in quanto mera emulazione sottodominante by dominante.

“Chi”, allora, nella sostanza?

Questa “è” la via, il senso, il ragionamento e la dimostrazione teorico/pratica della responsabilità “ragione fondamentale”, dalla quale dipende in toto la “forma” reale manifesta “qua, così”, con te al suo di dentro.



La frattalità espansa è la traccia che permette di ripercorrere a ritroso questa “strategia della non apparenza”.

Ti accorgi ambientalmente e, poi, maturi quella consapevolezza tale che ti auto convinci dell’esistenza – anche – di qualcosa (qualcuno) che non esiste, “solo” perché si è res3 come indimostrabile.

In che modo?

Attraverso la “teoria”, dal quale deriva la dimostrazione per “metodo scientifico”. Ossia, per mezzo di quella “ragione” che, indubitabilmente, pone le basi per la tua sostanziale “resa ‘qua così’”.

Accorgiti. Fai che ti fermi. Fai, fermamente

Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2017
Bollettino numero 2083

FONTE: Il “significato”.