Immunità di gregge: la teoria che oggi ci equipara a un branco di pecore

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Questa teoria è il fondamento per le campagne di vaccinazione di massa di tutto il mondo. Attualmente prevede che, affinchè una popolazione sia immune verso una malattia infettiva come il morbillo, è necessario vaccinare almeno il 95% della popolazione stessa. In teoria quindi, con un tasso di vaccinazione del 95%, la malattia dovrebbe essere eradicata.

In un articolo pubblicato su “Epidemiological Review” intitolato “Immunità di gregge: Storia, Teoria, Pratica“, scritto da Paul E.M. Fine e pubblicato nel 1993, l’autore osserva che il primo uso “pubblico” del termine “Herd Immunity (immunità di gregge)” sembra essere stato nell’articolo “La diffusione delle infezioni batteriche: il problema dell’immunità di gregge“, scritto da W.W.C. Topley e G.S. Wilson e pubblicato nel 1923.

Dal lavoro di Paul E.M. Fine, sembra che la teoria dell’immunità di gregge si sia originariamente sviluppata sulla base di alcune osservazioni con i topi e da alcune “semplici formulazioni matematiche”, ma lo studio non chiarisce se questa teoria sia mai stata validata mediante processi di revisione scientifica fra pari (peer review) come avviene comunemente nel caso di teorie che vengono in seguito diffusamente accettate come “prova scientifica”.

La storia dell’immunità di gregge negli USA

Quando le campagne di vaccinazione di massa contro il morbillo sono iniziate sul serio negli Stati Uniti, verso la metà degli anni ‘60, la US Public Health Service (il dipartimento di salute pubblica americano) prevedeva di vaccinare oltre il 55% della popolazione degli Stati Uniti (basandosi proprio sull’osservazione di Baltimora), e annunciava che si aspettava di eradicare il morbillo già a partire dal 1967. Quando tutto ciò non è accaduto, il Public Health Service ha corretto il tiro, parlando della necessità di una copertura vaccinale minima del 70-75%, per garantire l’immunità di gregge. Quando l’eradicazione non venne ancora ottenuta con queste ultime coperture, i funzionari della sanità pubblica elevarono il tasso di copertura all’80%, 83%, 85%, ed infine al 90%. [5]

Il processo con il quale sono state prese le decisioni di aumentare i tassi di copertura vaccinale non è affatto chiaro. Era basata su qualche metodologia scientifica o semplicemente su ipotesi? Oppure le decisioni sono state prese semplicemente perché i funzionari erano sotto pressione per mantenere le loro promesse di eradicare completamente il morbillo? Hanno forse mai considerano di fermarsi un momento e rivalutare la premessa originale che sosteneva la teoria dell’immunità di gregge? O si sono semplicemente trascinati oltre, alzando arbitrariamente l’asticella?

Ora la copertura minima è stata fissata al 95%. Ma come possiamo constatare dai continui focolai di morbillo, anche con coperture del 95% ancora non abbiamo la totale immunità della popolazione. In Cina, la copertura vaccinale è ancora più alta, al 99% ma anche lì ci sono continui focolai di morbillo. [6] Così, la risposta sarà in una copertura del 100%? E se al 100% si verificassero ancora focolai? Siamo passati da una “herd immunity” presumibilmente raggiungibile con una copertura del 55% ad una immunità che non è chiaramente raggiunta nemmeno al 95%. Quando arriverà il momento in cui i funzionari della sanità pubblica dovranno confrontarsi con la possibilità che l’immunità di gregge potrebbe non essere la migliore teoria su cui basare la politica vaccinale di una popolazione?

La popolazione degli Stati Uniti si è attestata a circa 318,9 milioni nel 2014. La generazione del “baby boom” (i nati tra il 1946 e il 1964) rappresentano circa il 24% del totale di questa popolazione. [8] Molti anni fa, si credeva che i vaccini per l’infanzia avrebbero protetto per tutta la vita. Solo di recente si è scoperto che la maggior parte di questi vaccini perdono la loro efficacia da 2 a 10 anni dopo essere stati somministrati. [9]

Così, almeno negli ultimi 40 anni, da un quarto a quasi il 40% della popolazione degli Stati Uniti rappresentata dai “baby boomer” non ha goduto di alcuna immunizzazione indotta da vaccino per nessuna delle malattie per le quali erano stati vaccinati da bambini. Se si considerano i nati dopo il 1964, la percentuale di non protetti supera il 50%. Secondo il famoso neurochirurgo (ora in pensione) dott. Russell Blaylock, “Se ci basassimo sulle attuali verità scientifiche dovremmo concludere che oggi siamo tutti a rischio di epidemie di massa, dal momento che le coperture “immunitarie” sono ben al di sotto dei valori limite minimi del 95%” [9]

Dato che almeno la metà della popolazione è stata effettivamente senza alcuna protezione vaccinale per molti anni, avremmo dovuto assistere ad un massiccio ritorno di malattie infettive infantili. Ma questo non è accaduto. In altre parole, non abbiamo raggiunto la “herd immunity” negli Stati Uniti, ma il mondo non è ancora crollato.

L’esempio della Mongolia e il morbillo “sfuggente”

Nel 2014 la Mongolia ha ottenuto il premio la certificazione dall’Oms, che viene concessa ai Paesi in cui non si siano verificati casi di malattia da almeno tre anni.

Purtroppo invece, come si evince dal grafico sottostante, negli ultimi 2 anni sono ritornati moltissimi casi sebbene vi sia una copertura vaccinale altissima ( 99%) proprio nella nazione mongola. Sembra quindi lecito porsi dei dubbi.

Questo fornisce forza alla tesi di Roberto Gava, il quale aveva messo in guardia in tempi non sospetti sulla pericolosità della vaccinazione MPR, che avrebbe portato il virus del morbillo del ceppo nativo a “mutare” per diventare più aggressivo eludendo le potenziali immunizzazioni da vaccino. Anche negli USA, lo scenario pare tutto fuorchè esente da pericoli per i bambini sottoposti a vaccinazioni. In Italia, vogliamo ricordare i numeri al lotto che ha fornito in questi anni il ministro Lorenzin?

Considerazioni sull’immunità di gregge in generale

Chiaramente parlando di immunità di gregge dobbiamo andare a includere tutta la popolazione e non solo quella in età pediatrica. E allora come non prendere in considerazione gli adulti che non fanno richiami e che non sono più immuni a certe malattie come Difterite, Pertosse, Tetano. Se non facessimo così,è come se pensassimo che adulti e bambini vivano in mondi separati e valga solo l’immunità dei più piccoli.

POLIOMELITE

Sorvolando sul fatto che non è presente in Italia da 35 anni…chi sostiene che la malattia non c’è e non ricompare in quanto la popolazione vaccinata la blocca, probabilmente non sa che il virus può essere contratto e contagiato (senza sintomi) ad altri individui, per cui la circolazione NON VIENE BLOCCATA dai vaccinati.

L’ immunità di gregge non esiste per questa malattia, i vaccinati possono contagiare se contraggono il virus e sono quindi pericolosi esattamente quanto i non vaccinati, e il fatto di non vaccinare più la popolazione non può portare quindi ad una maggiore circolazione del virus.

DIFTERITE

Bisognerebbe fare richiami ogni 10 anni, quindi diciamo che la maggior parte degli adulti, non facendo questi richiami, uccide la teoria dell’ immunità di gregge per questa malattia, diventando pericoloso esattamente come i bimbi non vaccinati che vengono additati come untori pericolosi. Ricordiamo però che anche questa malattia non è presente in Italia da lungo tempo, esattamente da 26 anni (ultimo caso 1991). In questo caso, il vaccino contiene la tossina difterica, per cui il batterio difterico è assolutamente in grado di proliferare anche nell’ organismo dei vaccinati, che essendo immunizzati per la tossina, non svilupperanno sintomi della malattia, MA contageranno il batterio esattamente come i non vaccinati. Anche per questa malattia, quindi l’ immunità di gregge non esiste affatto, e i vaccinati non fermano la circolazione del batterio. Di conseguenza, il calo delle vaccinazioni non porta ad una maggiore diffusione del batterio.

PERTOSSE

Vale lo stesso discorso fatto per la difterite. Con l’ unica differenza che la pertosse è ancora presente in Italia. La sua diffusione però non dipende dal numero dei non vaccinati, poichè anche i vaccinati veicolano il batterio senza presentare i sintomi della malattia, e gli adulti non facendo solitamente il richiamo del vaccino sono inoltre non immuni.

TETANO

Inutile citarlo… Non esiste contagio interumano, per cui immunità di gregge inesistente.

VARICELLA

Questa è proprio una questione curiosa… Infatti, il vaccino della varicella è costituito dal virus vivo e attenuato. Capita molto spesso che non solo il bambino appena vaccinato sviluppi la malattia (bella fregatura), ma è anche contagioso per gli altri bambini non vaccinati. L’ immunità di gregge quindi viene addirittura ostacolata dal vaccino in questione, in quanto gli untori pericolosi per i fratelli, parenti e neonati sono esattamente i bambini appena vaccinati.

Insomma, non tutto è come la “scienza”, parolone di cui si riempono la bocca i più saccenti, ci vuole far credere. Ci chiediamo, come mai non si fa mai nessuna campagna sul “rafforzamento delle difese immunitarie”? Non sarebbe anche quello un buon deterrente per impedire la circolazione delle malattie? Ma non se ne parla MAI, e perchè? La risposta trovatela da soli, per ora, la medicina “ufficiale” ad ogni domanda, come risposta ha sempre il suo bel ” vaccino “, che per gli “scienziati” è la cura ad ogni male, tanto che addirittura oggi su parla di VACCINO CONTRO IL COLESTEROLO!

Per noi ignoranti questo sistema vaccinale guidato dal turbocapitalismo odierno, si perchè il vaccino è un farmaco e quindi un mero prodotto commerciale e si assoggetta alle leggi del mercato, sta diventando solamente l’alter ego della malattia stessa. Si perchè noi “ignoranti” non ci fidiamo più della scienza che va in tv a mettere in mostra i propri prodigi e le sue sicurezze assolute. Piuttosto tendiamo a seguire delle persone che stanno portando avanti le nostre battaglie, come il Dott.Stefano Montanari, il quale ci ha messo la faccia anche mettendo in discussione l’operato il Presidente della Repubblica, reo di dichiarazioni ambigue e di aver firmato il Decreto Legge Lorenzin, palesemente anticostituzionale, con la stessa noncuranza con il quale si beve un succo di frutta al bar.

FONTE: Immunità di gregge: la teoria che oggi ci equipara a un branco di pecore