IPNOSI REGRESSIVA: UNO SGUARDO AL PASSATO

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L’articolo che vogliamo condividere con voi oggi nella rubrica “Articolando tra le Stelle” di Hack the Matrix, riguarda l’ipnosi regressiva. Se ne sente spesso parlare ultimamente e abbiamo pensato di approfondire l’argomento per Voi.

L’ipnosi regressiva cos’è? A cosa serve?

E’ una pratica che viene utilizzata ormai da molti psicoterapeuti, permette a chi vi si sottopone di ricercare blocchi che ci si porta dietro da una o più vite precedenti.

Si potrebbe pensare che questa tecnica sia una novità dell’era moderna, ma non è così, già nell’antica Grecia i grandi saggi e filosofi la conoscevano e praticavano. Platone, Pitagora, Socrate dedicarono molti dei loro studi sulla ricerca del viaggio dell’Anima immortale.

Nel 700 a.C., Pantanjali, che fu uno dei maggiori membri del Raja Yoga, nel comporre i suoi Yoga Sutra, recuperò l’antico pensiero di pratiprasavah (riassorbimento o nascita a ritroso), che sarebbe l’antica definizione dell’ipnosi regressiva.

Negli anni ’70 lo psichiatra Raymond Moody, che si dedicava particolarmente allo studio dei fenomeni di pre-morte, rielaborò la tecnica dell’ipnosi regressiva.

Negli ultimi anni un nome che è saltato alla ribalta è quello del Dr. Brian Weiss. Egli nasce a New York il 6 Novembre 1944, è uno psichiatra e scrittore statunitense. I suoi studi includono la reincarnazione, e la vita dopo la morte poiché l’Anima non cessa di esistere.

Il Dr. Brian Weiss ebbe modo di constatare ciò, mentre visitava una paziente di nome Catherine. La donna in stato ipnotico iniziò a parlare di vite passate. Accadde nel 1980 e da quel momento ebbe altri riscontri a riguardo, al punto di credere nella vita dopo la morte. Scrisse molti libri sull’argomento.

Questa pratica ha benefici terapeutici e andando in profondità si può risalire alla causa di fobie o altri disturbi che derivano da esperienze vissute in vite passate. Di conseguenza andando alla radice del problema, il paziente migliora le proprie condizioni di vita.

Weiss addirittura riferì di aver ricevuto messaggi dal “Maestro Asceso” attraverso comunicazione dei suoi pazienti durante l’ipnosi.

Detto questo non possiamo non citare Dolores Cannon. Dolores (psicologa e ricercatrice) ha lavorato con migliaia di pazienti e nelle sue sessioni ha avuto modo di comunicare con esseri extraterrestri. Ebbe la conferma della presenza di vita nell’Universo. Scrisse anche libri approfondendo queste tematiche.

Come abbiamo citato in un articolo precedente, Dolores ci parla di tre “ondate di volontari” giunti sul pianeta in missione per aiutare gli altri e la Terra stessa in questo momento. La ricercatrice balzò alla cronaca con queste tematiche ancor prima che il fenomeno della “NEW-AGE” si diffondesse. Divenne di conseguenza studiosa del campo Ufologico.

Al giorno d’oggi in molti si stanno specializzando nell’ipnosi regressiva. Oltre a quelli poc’anzi citati, anche in Italia vi sono bravissimi ipnotisti.

Non possiamo pretendere di risolvere tutto il karma che ci portiamo dietro da chissà quante vite precedenti, ma è comunque un buon passo in avanti per rimuovere i blocchi più pesanti e recuperare le risorse spirituali e biologiche per una corretta evoluzione personale.

Il consiglio che ci sentiamo di darvi con il cuore è di non farla da soli. Se deciderete in futuro di fare un’ipnosi è meglio andare da un ipnologo che sa come gestire e come aiutarvi durante lo stato di “trance”, specialmente se non l’avete mai fatta prima.

Il primo passo per una buona sessione ipnotica è informarsi bene di cosa si tratta, su cosa aspettarsi, e cosa fare. Molti credono che basti chiudere gli occhi e “1, 2, 3” parte l’ipnosi. Non è così poiché c’è da considerare anche che non tutti i soggetti sono facilmente ipnotizzabili.

Una cosa importante è riuscire a parlare e spiegare i propri problemi al vostro ipnologo. Altra cosa importante, occorre eliminare i pregiudizi e la paura relativi all’ipnosi altrimenti difficilmente si avranno dei buoni risultati, mancherebbe la concentrazione. La paura è il maggior ostacolo, impedisce al soggetto di lasciarsi andare completamente. La volontà è tutto e il crederci seriamente porta risultati.

Non è necessario essere completamente addormentati ma bisogna comunque aver raggiunto il giusto grado di “trance”. L’ipnotista induce il paziente in uno stato di alterazione di coscienza, successivamente inizia il viaggio indietro nel tempo dove è possibile esplorare grande parte del suo passato.

Se siete curiosi di vedere cosa accade e come si svolge, sul web si trovano vari video testimonianza con ipnologo e paziente. Alleghiamo per Voi una testimonianza molto bella.

Articolo di Rosy & Maya – Hackthematrix

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FONTE: IPNOSI REGRESSIVA: UNO SGUARDO AL PASSATO