Isis: il reclutamento in Kosovo inizia grazie ad Ong finanziate da Arabia Saudita e Emirati

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Etleboro


Di Salvatore Santoru

Il Kosovo risulta essere uno dei più grandi centri di arruolamento dell’islamismo radicale, tanto che secondo la polizia solamente nell’ultimo anno sono stati ben 300 i “foreign fighters” andati a combattere con l’ISIS in Siria e Iraq, dei quali 30 risultano essere stati uccisi in scontri a fuoco.
Inoltre, secondo quanto riportato da Dino Garzoni in un articolo per “Lettera 43”, sarebbero all’incirca 50mila gli estremisti kosovari disposti a combattere per il Califfato, in un’area in la cui popolazione è per il 90% albanese di fede perlopiù musulmana, su quasi 2 milioni di abitanti.
Inoltre, secondo quanto riportato da Garzoni, molti “adepti” dell’ISIS e di altri gruppi islamisti verrebbero reclutati grazie all’intercessione di alcune organizzazioni umanitarie provenienti da diversi paesi arabi, tra cui l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti.
Tali ONG riuscirebbero a conquistare la fiducia delle comunità fornendo aiuti alle famiglie e corsi di formazione gratuiti per i più giovani, i più “meritevoli” (più per fede che per voti ) dei quali raggiunti i 16-17 anni avranno la possibilità di concludere la propria formazione all’estero, nel paese da cui proviene l’ONG o in grossi centri islamici, come l’università de Il Cairo.
A quanto pare, allo studio della religione viene affiancato l’addestramento militare, insegnamenti di tattiche di guerriglia urbana, uso di armi ed esplosivi, e c’è anche da segnalare che alcuni predicatori inviati da queste Ong in Kosovo sarebbero gli stessi che hanno formato i militanti di Al Qaeda in Afghanistan.

Per approfondire:http://www.lettera43.it/esclusive/isis-il-reclutamento-in-kosovo-passa-dalle-ong_43675164282.htm

(Foto:miliziani kosovari dell’ISIS, http://osservatorioitaliano.org/read/125172/guerriglieri-isis-distruggono-passaporti-di-kosovo-e-albania-in-nome-del-califfato-di-iraq-e-levante)

FONTE: Isis: il reclutamento in Kosovo inizia grazie ad Ong finanziate da Arabia Saudita e Emirati