La morte di Spartaco

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“Osate, ragazzi! Provate sempre l’entusiasmo della ricerca, coltivate la passione per la libertà, alimentate il culto della verità, praticate il metodo del dubbio, assaporate l’emozione della scoperta e non vi mancheranno la gioia ed il piacere della conquista”.

Quelle riportate sono parole del giornalista e scrittore Gianni Rodari. La sua esortazione agli adolescenti affinché nella loro vita l’amore per la libertà e la verità sia una “stella polare” è commovente per l’ingenuo entusiasmo. L’incitamento di Rodari inciampa nei legacci della società attuale in cui “libertà” e “verità” sono spesso solo petizioni di principio.

I cittadini sono liberi o piuttosto sono incatenati da un sistema che li ha resi lavoratori, consumatori e contribuenti?

Uno studente è libero di criticare i professori ed il sistema educativoo deve temere ritorsioni? Un insegnante è libero di trasmettere contenuti non ortodossi o deve paventare richiami di presidi allineati o doglianze di genitori perbenisti?

Un giovane può costruirsi il suo futuro o deve scendere a compromessi per trovare un impiego purchessia?
Un ricercatore è libero di compiere indagini nei campi più disparati o deve sottostare alle direttive di baronie accademiche colluse con potenti società?

Oggigiorno libertà e verità sono illusioni o, peggio, parole altisonanti con cui ci si riempie ipocritamente la bocca…

Eppure il vero problema non è l’oppressione – è noto che i governi “democratici” sono tritacarne – ma la diabolica scaltrezza del sistema che ha inculcato in quasi tutti gli ex uomini il disdegno, se non il disprezzo per i princìpi.

Il conformismo, anzi la soggezione nei confronti del potere, l’assenza di pensiero critico, l’adesione ai disvalori propagandati dai media di regime dequalificano gli individui come schiavi non solo contenti del loro stato, ma bramosi che i carnefici stringano ulteriormente i ceppi.

L’establishment è riuscito ad ottenere un consenso che non occorre venga strappato, poiché è offerto volentieri da vittime del tutto ignare.

FONTE: La morte di Spartaco