L’interessante critica generalizzata al tribalismo e ai suoi frutti da parte di Jiddu Krishnamurti

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Introduzione

Di Salvatore Santoru
http://informazioneconsapevole.blogspot.it/

In questo periodo si parla molto di crisi dell’individualismo e da parecchio tempo vi è una sorta di revival neocomunitarista e più in generale neotribalista, visibile nell’ambito sociale,culturale (mode, subculture,controculture e così via) o nella rivalutazione idealistica e romanticista del passato e delle civiltà primitive o comunque pemoderne.Se non bisogna sottovalutare gli indubbi effetti positivi di questa tendenza (ricerca di identità, senso di protezione,stabilità e sicurezza, rifiuto del mero egoismo ecc) non bisogna tuttavia dimenticare gli effetti negativi tipici della mentalità tribalista e comunitarista (divisione,conflittualità,sacralizzazione del proprio clan, distruzione dell’individualità a profitto del gruppo ecc) così come quella delle ideologie figlie di tale pensiero come il nazionalismo, l’etnicismo e il collettivismo.La soluzione migliore ai problemi attuali derivati dall’individualismo potrebbe essere una sorta di “terza via” tra un sano individualismo non egoista e un sano comunitarismo non tribalista come descritto in questo articolo (http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2014/09/ne-egoismo-ne-collettivismo-verso.html).
Di seguito la critica generalizzata della mentalità tribalistae dei suoi frutti da parte di uno dei filosofi orientali più noti del XX secolo, una critica che va presa sicuramente in considerazione.

La divisione fra uomo e uomo

Di Jiddu Krishnamurti

Dobbiamo chiederci perché ci sono queste divisioni: il russo, l’americano, l’inglese, il francese, il tedesco, e così via. Perché esiste questa divisione fra uomo e uomo, fra una razza e l’altra, una cultura contro un’altra, e varie ideologie opposte ad altre ideologie, perché? Dove sta questa separazione? L’uomo ha diviso la terra in tua e mia; perché? Forse perché cerchiamo di trovare sicurezza e protezione in un particolare gruppo, in una credo, in una fede? Perché anche le religioni hanno diviso gli uomini, mettendoli l’uno contro l’altro: gli indù, i musulmani, i cristiani, gli ebrei, e così via. Il nazionalismo, con il suo nefasto patriottismo, è di fatto una forma glorificata e nobilitata di tribalismo. All’interno di una tribù, piccola o grande, si ha la sensazione di essere insieme, con lo stesso linguaggio, le stesse superstizioni, gli stessi sistemi politici e religiosi. In questo modo ci si sente sicuri, protetti, felici, confortati; e per questa senso di protezione siamo disposti a uccidere altri che hanno lo stesso desiderio di sentirsi sicuri e protetti, di appartenere a qualcosa. Questo terribile desiderio di identificarsi con un gruppo, con una bandiera, con un rituale religioso e così via, ci dà la sensazione di avere delle radici, di non essere dei vagabondi senza fissa dimora.

FONTE:http://www.jkrishnamurti.org/it/krishnamurti-teachings/view-daily-quote/20110408.php?t=Societ%C3%A0

FONTE: L’interessante critica generalizzata al tribalismo e ai suoi frutti da parte di Jiddu Krishnamurti