Simbolismo frattale espanso.

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In SPS (Me) sono emerse molte “spigolature” fondamentali, nella prospettiva (quinta dimensione ottica) frattale espansa (lente) “lato mio/tuo/umanità, centrale”… riassumendo tutto (tutto) alla luce della giustizia ad angolo giro, tendente (obiettivo) alla auto configurazione In Comunione, ed “osservando coerentemente” la compresenza immanifesta dominante “qua, così (AntiSistema)”.
Come una cartina tornasole (o la più classica “prova del nove”), la realtà manifesta si è “aperta, come un libro”, ad una simile “modalità sensibile decodificante” la memoria frattale espansa e la relativa/assoluta evocazione dell’informazione originale, pre momento di “è già successo”.

Come il… ricordare qualcosa di assolutamente portante, centrale e – improvvisamente – causalmente dimenticato.

Qualcosa che è normale solo se, appunto, non ricordi… data la natura artificiale, invasiva, possessiva, etc. di un simile “punto di passato, sempre compresente … ‘futuribile’”.

In tutto questo “panorama a cielo aperto (sia nel dettaglio che nella apertura di ogni ‘scena’)”, sostanzialmente, è emersa una capacità di accorgersi di molti aspetti del tutto “trasparenti”.
Come il lasciare tracce di sé, a prescindere dalla più o meno visibilità fisica.

“Tracce” che, ovviamente, sono frattali espanse, ossia, “indirette, seppure dirette”.

Lasciate come a costellare il proprio “cammino”, anche al di là persino della strategia della “non apparenza”. Certo. Perché è a livello simbolico frattale espanso, che tutto questo tende ad emergere, nonostante tutto, anche alla tua “attenzione (latitudine)”, qualsiasi essa sia.

Nonostante il firewall ambientale AntiSistemico, ricoprente la dominante, come un più che perfetto “filtro”. Perfezione che, comunque, nulla può a fronte dell’assumere la valenza centrale (sempre potenziale) frattale espansa:

a livello di simbolismo frattale espanso

cosa pensi che significhi

ad esempio

che il “tuo” fisico lasci sempre dietro di sé, sul terreno, delle “orme”?

Lascia perdere, ora, che detto “terreno” può essere più o meno molle, duro, argilloso, sabbioso, erboso, etc.
Non importa, perché le tracce – in ogni “caso” – le lasci sempre.

E se non le riesci a scorgere, persino sul catrame, è un problema tuo e non qualcosa di relativo al fatto che il corpo in quella situazione non lasci nulla dietro di sé. Le tracce sono una emissione frattale espansa, prima di tutto.

E, a livello simbolico frattale espanso, il lasciare tracce di sé, significa prioritariamente che:
l’intero tuo “essere” è registrato

nella/dalla memoria frattale espansa (come credi che le informazioni si accumulino, in qualsiasi tipo di supporto adatto alla memorizzazione? Esse vengono destinate ad essere trattate, perlomeno in “copia”, in una simile maniera. Il concetto sfuggevole di Akasha, ad esempio, prende una maggiore “visibilità” se osservat3 da una simile prospettiva. Non credi? Essa è un banco di memoria, un “registro”, etc. di informazioni, che si accumulano… data la “natura” del sistema operativo frattale espanso).

Ciò che sorregge sia il reale manifesto che quello potenziale, si “alimenta e rigenera” informazione.
È una intelligenza artificiale in grado di auto correggersi per retroingegneria, secondo quella che è la relativa programmazione originale:

legge

strumento

memoria.

La tri-unità fondamentale, alla base della regolazione/regolamentazione (potenziale) che emerge sempre a livello di realtà manifesta (come un fascio di luce, proiettato sul “grande schermo”, attraverso il quale si formano le immagini in scorrimento al/del “cinema”).
Ora, in SPS (Me) hai potuto prendere atto di numerose caratteristiche emerse, di conseguenza al “porsi” in una determinata maniera “sempre auto centrale (‘ferma‘)”.

Qualcosa che puoi credere o meno.

Qualcosa che corrisponde ad una luce nel buio (“cecità”), però… se (se) hai l’accortezza di riconoscere la sostanziale neutralità di fondo, dell’informazione svelata per mezzo di questo atteggiamento “neo sciamanico scientifico d’altri tempi (a memoria leggendaria umana)”.

Ma (ma) è giunto il momento di fissare esemplarmente, la caratteristica fondamentale che emerge ovunque e in ogni “caso”.

Qualcosa in grado di “fare la differenza”.

Qualcosa che è come “sulle labbra di tutt3”, ma che per motivi causali dominantinon si ritraduce più in “informazione, memoria, esperienza, saggezza, etc.” riconosciut3 come tali.

Ossia, in grado di manifestare alternativa sostanziale “lato tuo/umanità, centrale”.

Una autentica “rivoluzione”, quindi.
Sì, perché, in assenza di tutto questo (in assenza di Te), l’intero banco di memoria risulta essere costituito dal blocco immanifesto dominante (che come un censore senza tempo e senza apparenza, regola tutto di conseguenza: persino la duale coppia causa/effetto, essendo la dominante sempre “a monte”, nonché, ragione fondamentale).

È, dunque, a livello di fondamentalismi che occorre “guardare”.
Per cui, ora, è proprio giunto il momento di “estrarre dal cilindro” la verità fondamentale (ago della bilancia) inerente alla cardinalità, spessore, quintessenza, sottigliezza, essenzialità, valore aggiunto, etc. della caratteristica:

simbolica

frattale

espansa.

Per oggi non intendo calcare troppo la “mano”.
Per oggi (ora), limitati a prenderne atto e a “ri tararti” su una simile portata dell’atteggiamento in decodifica ambientale, di tutto quello che “succede ‘qua così’”.

Ok?
Che cosa è il simbolismo frattale espanso?

È la caratteristica ambientale, attraverso la quale s’incide, s’imprime l’informazione frattale espansa, dando luogo alla “forma” della realtà manifesta… “arricchita dell’informazione e dall’informazione stessa.
Prendere atto (accorgersi) del livello simbolico frattale espanso, è:

andare al di là del singolo episodio (dettaglio) in sé

andare al di là, persino, del panorama d’assieme (scenografia) in sé

e

coglierne il significato di fondo

che si cela

sempre

in qualsiasi situazione di fondo o di dettaglio.

Ad esempio…
Andrea Bocelli: senza la vista capisci subito chi hai di fronte.

“La mancanza della vista non accentua solo gli altri sensi; te ne dona un sesto. Capisci subito chi hai di fronte…”…

Andrea Bocelli

Questa non è solo una “notizia di cronaca (più o meno personale)”.
Questa è informazione frattale espansa, che puoi agganciare attraverso il “carico” di simbolismo frattale espanso, che trasporta ovunque, comunque e, dunque, anche sino a te (come la corrente oceanica trasporta sulle rive, di tutto, nonostante la “riva” non sia consapevole e non se ne faccia apparentemente nulla di tutto quel “materiale”, che si accumula automaticamente).

Ossia, non ci puoi fare niente, perché la “corrente” è una realtà potenziale che sfocia sempre sul/nel piano reale manifesto

In questo esempio, non è la figura di Bocelli che occorre “guardare (soppesare)”.
Infatti, ad un simile livello, Bocelli può “piacerti” o meno e, dunque sarebbe solo un “giudicarlo dalla ‘tua’ prospettiva” decadendo, di volta in volta, nelle infinite “trappole” AntiSistemiche “qua, così”.

Invece, se “lato tuo/umanità, centrale” (con un obiettivo ben fermo/distinto, in Te) giusto ad angolo giro, In Comunione… a livello simbolico frattale espanso, quello che proferisce Bocelli si decodifica in:

accorgiti della compresenza

immanifesta (che ti rende come “ciec3”)

dominante.

La mancanza della vista non accentua solo gli altri sensi; te ne dona un sesto. Capisci subito chi hai di fronte”.

Dato che tu “ci vedi”, allora non sei ciec3. Vero?
Però, a livello simbolico è come se lo fossi (lo sei, di fatto) perché “non vedi la dominante (non ti accorgi di una simile compresenza fondamentale)”.

Il “sesto senso” che ti dona, però, il “non vedere”… è quello del ritornare ad accorgerti, attraverso il canale principale che si è come atrofizzato temporalmente, dimenticandoti di usarlo:
la capacità naturale, ambientale, di decodifica simbolica frattale espansa della realtà manifesta giurisdizionale.

Senza la vista capisci subito chi hai di fronte…”:

attenzione

poiché

tu non sei “senza la vista

ma

tu hai “una vista alterata (deviata) convenzionalmente”

per cui

la dominante non la “leggi più”

così

non la “vedi” più

ma

puoi sempre ritornare a “rileggerla (‘sesto senso‘)”.

Ti sei dimenticato della “sensibilità” che occorre per…, nel “qua, così”, alle prese con tutto ciò che ti automatizza e riprogramma, allo stesso modo del come la tecnologia “moderna” sta automatizzando tutto.
Tu sei come ciec3, ma vedendoci “dieci decimi (molto spetto grazie alle lenti… altro livello di simbolismo frattale espanso, auto indicante la compresenza immanifesta deviante/dominante).

Che cosa “vedi”, allora?
Tutto quello che “serve”, per far sì che lo status quo AntiSistemico rimanga sostanzialmente inalterato “nei secoli dei secoli ‘qua così’”.

Ma (di più) che cosa “senti”?
Ciò che a livello simbolico frattale espanso, ti ricorda della ragione fondamentale dominante.

Ricorda:
la compresenza immanifesta dominante è ovunque “qua, così”, giurisdizionalmente

pur essendo immanifesta (dimenticata)

è la “firma” più comune e “popolare”.

E… la caratteristica simbolica frattale espansa ti permette di “esaltarne (evocarne) ogni ‘traccia (a qualsiasi livello)’”.
Ok?

Questa è la “via (direzione)” per la grande concentrazione di massa.
Per il ritorno ad incidere (nel)la realtà manifesta “lato tuo/umanità, centrale”.


“Fai…”.


Davide Nebuloni
SacroProfanoSacro (SPS) 2016
Bollettino numero 1960
prospettivavita@gmail.com

https://sacroprofanosacro.blogspot.it/2016/12/simbolismo-frattale-espanso.html

FONTE: Simbolismo frattale espanso.