Sulla monogamia, il matrimonio, le anime gemelle ..

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La monogamia è naturale? Che lo sia o no rappresenta comunque una scelta consapevole e, come ben sappiamo, spesso non facile da rispettare. E che dire del matrimonio e del concetto di anime gemelle?
Vediamo cosa si dice in proposito..
Catherine


Monogamia, un’invenzione della natura per ridurre gli infanticidi?

Uno studio condotto sulle scimmie dimostrerebbe che il legame stabile sia un’evoluzione della specie, per proteggere i cuccioli.

La monogamia può ridurre il rischio di infanticidi?
Il fatto di avere un solo partner è il frutto dell’evoluzione della specie per salvaguardare i propri cuccioli?
Il dibattito anima il mondo di ricercatori ed esperti di zoologia, ma anche di biologi dell’evoluzione e psicologi. Ora, per cercare di fare chiarezza su un tema che riguarda il mondo animale e ancor più quello umano, con tutti i sui risvolti di cronaca, arriva uno studio pubblicato sulla rivista online Proceedings of the National Academy of Science, che sottolinea come tra i primati, inclusi probabilmente anche gli uomini, la monogamia si è evoluta proprio allo scopo di proteggere i piccoli dall’essere uccisi da rivali maschi.
I ricercatori sono partiti dalla considerazione che il 90 per cento delle specie di volatili è socialmente monogamo, probabilmente perché il compito di incubare le uova e procacciare il cibo sono occupazioni a tempo pieno di entrambi i genitori.
Ma nei mammiferi, sono le femmine a portare in grembo i propri cuccioli e generalmente sono sempre loro ad occuparsi di sfamarli una volta nati. Gli esemplari maschi, invece, sono liberi di andare in giro e accoppiarsi con altre femmine…

Forse per questo solo il 5 per cento dei mammiferi è realmente monogama.

I primati, però, sembrano rappresentare un’eccezione perché, come dimostra uno studio di Christopher Opie, antropologo presso la University College of London, la monogamia è una evoluzione relativamente recente (risale a 16 milioni di anni fa, rispetto ai 55 milioni a cui risalgono i primi esemplari di primati).

Ma perché la monogamia sarebbe subentrata nell’evoluzione dei mammiferi, e dei primati, togliendo loro la possibilità di riprodursi col maggior numero di femmine possibile? Secondo gli esperti le motivazioni sono soprattutto tre:

1) la monogamia porta ad avere una maggiore cura dei cuccioli, come negli uccelli;

2) riduce il rischio che le femmine possano avere incontri con altri maschi che non siano il proprio “partner”;

3) riduce il rischio di infanticidi.

Proprio questa ultima motivazione sembra essere la più accreditata dai ricercatori, che sottolineano l’importanza del dibattito.

“Nonostante gli esseri umani non siano completamente monogami – spiega Sergey Gavrilets, biologo dell’evoluzione presso la University of Tennessee, a Knoxville – la parità dei sessi ha rappresentato la maggior transizione in termini di evoluzione, che ha ha drammaticamente alterato la traiettoria dell’evoluzione stessa della nostra specie”. Insomma, capire cosa abbia spinto l’uomo a modificare il proprio percorso rispetto a quello del mondo animale potrebbe servire a spiegarne l’unicità.

Il dottor Opie e i suoi colleghi hanno eseguito una serie di test su 230 specie di primati, dalle scimmie ai lemuri, e hanno analizzato il comportamento e il numero di infanticidi. La conclusione è che l’unica spiegazione attendibile all’aumento della monogamia sia stata la necessità di salvaguardare i propri piccoli dagli infanticidi. Il fatto poi che la monogamia tra i mammiferi interessi soprattutto i primati (27% rispetto alla media della specie, ovvero il 5%) è da attribuirsi al fatto che proprio le scimmie e animali analoghi, con un cervello particolarmente sviluppato, hanno anche bisogno di accudire i propri cuccioli per un periodo piuttosto lungo, durante il quale i piccoli sono indifesi.

Questo studio è stato accolto con particolare calore da buona parte del mondo scientifico, anche se non mancano voci contrarie, come quella degli zoologi Tim Clutton-Brock e Dieter Lukas della University of Cambridge, in Gran Bretagna, che dissentono dalle conclusioni di Opie . Insomma, forse gli esperti avrebbero condiviso maggriomente la tesi dell’attrice Katherine Hepburn, che una volta disse: “A volte mi meraviglio che un uomo e una donna possano davvero adattarsi l’uono all’altra. Forse dovrebbero semplicemente limitarsi a vivere in una appartamenti confinanti e farsi visita periodicamente”. Fonte: www.panorama.it

Esistono animali monogami?

Nel passato, molte specie animali erano considerate monogame; ma ora gli etologi distinguono tra monogamia sociale e sessuale.

Nel primo caso (monogamia sociale) due individui vivono in coppia e provvedono assieme all’accudimento della prole e alla ricerca del cibo.
La monogamia sessuale implica invece l’esclusività nell’accoppiamento e quindi la “certezza” della parentela. È socialmente monogamo ben il 92% delle specie di uccelli.

Tra i mammiferi lo sono i pipistrelli, alcuni canidi (come i lupi e le volpi), certi primati (gibboni e alcune piccole scimmie del Nuovo Mondo), i castori del Nord America, pochi topi e ratti, la lontra gigante e alcuni roditori sudamericani, poche specie di foche e qualche antilope africana.

ADULTERI. Tuttavia, anche in specie considerate modello di monogamia sessuale, la ricerca di rapporti extra-coppia è tutt’altro che infrequente. La tendenza ad avere più partner sessuali sarebbe vera per i maschi quanto per le femmine, che sono disponibili a “tradire” il loro compagno sociale con individui dall’aspetto più attraente e che, in alcuni casi, si rivelano attive seduttrici.


LE DIFFERENZE TRA UCCELLI E MAMMIFERI. La monogamia sociale è molto più diffusa negli uccelli che nei mammiferi, perché i pulcini per mangiare dipendono da entrambi i genitori. Nei mammiferi invece, i cuccioli vengono allattati dalla madre. Il padre non è dunque più indispensabile, e può allontanarsi per cercare altre femmine. Ed è per questo che i mammiferi sembrano prediligere la creazione di nuclei allargati rispetto a una “famiglia tradizionale”.

IL CASO DEI PICCIONI.
I piccioni sono rigorosamente monogami, e fedeli per tutta la vita. Il piccione maschio impiega parecchio tempo per scegliere la compagna. E la corteggia a lungo. Finalmente i due si “fidanzano”. Di accoppiamento infatti non si parla finché la coppia non si reputa stabile: deve passare almeno una settimana. A quel punto è la femmina a prendere l’iniziativa: becchetta il maschio vicino al becco. Lui le offre del cibo e glielo infila direttamente in bocca, come si fa con i pulcini. Significa che è capace di prendersi cura anche dei figli. Dopo una ventina di giorni nascono i piccoli. Mamma e papà si alternano alla cova e producono, entrambi, il latte di piccione, una secrezione biancastra che serve per nutrire i pulcini.

QUEL LIBERTINO DEL LEONE MARINO. C’è una regola molto semplice per capire se un animale preferisce la coppia fissa o l’accoppiamento libero: controllare se è presente un marcato dimorfismo sessuale. Se il maschio è molto più grande, o ha un aspetto molto diverso dalla femmina si stabilisce la poligamia, se invece hanno dimensioni simili, il rapporto tra i due sessi è di tipo monogamico.

E il numero dei partner è proporzionale alla differenza di mole tra mariti e mogli: il leone marino, che pesa circa tre volte di più della sua compagna, può avere harem composti da centinaia di femmine.

(Fonte: www.focus.it)
“La monogamia è un’invenzione della nostra civiltà occidentale, per dare un certo, e debbo dire saggio, ordine alle istituzioni sociali. Non ha nulla a che fare con la natura umana.
Sfido chiunque a trovare un individuo davvero monogamo.”

Hugh Hefner


La monogamia nell’evoluzione della specie: gli effetti sul corpo dell’uomo

Uno studio scientifico pubblicato su “Proceedings of the Royal Society B” a cura degli studiosi Matilda Brindle e Christopher Opie, dell’University College di Londra, spiega perché l’uomo, a differenza dei suoi parenti più stretti come gli scimpanzé, non abbia più l’osso del pene.

Il baculum era in realtà presente nei nostri antenati, ma secondo gli scienziati è andato via via scomparendo, nel corso dell’evoluzione, a causa della monogamia.

Data la sua finalità iniziale, ossia quella di competere con altri maschi nelle comunità poligame, una volta venuta meno l’esigenza primaria, l’osso si è ridotto fino a sparire.

Per arrivare a questa conclusione, gli esperti hanno usato metodi statistici, cercando correlazioni tra la lunghezza dell’osso e i comportamenti riproduttivi: dai dati è emerso proprio che l’osso penico abbia un ruolo fondamentale solo per gli animali in cui resta una forte competizione e per i quali il tempo di accoppiamento di durata maggiore dia più ampie garanzie di successo; esigenze scomparse nell’uomo e nei mammiferi che hanno una tendenza alla monogamia. (Fonte: www.unionesarda.it)

Andiamo oltre, c’entra qualcosa la monogamia con il concetto di anime gemelle di cui si parla tanto?
Il parere di Osho Rajneesh (The New Dawn):

Il concetto di anime gemelle è più utile di quello di matrimonio?

Una delle cose più significative nella vita di un uomo è il rapporto d’amore. La nascita non sta a te deciderla, e neppure la morte, e queste sono le uniche grandi cose della vita: nascita, amore e morte.

Solo l’amore è nelle tue mani, solo l’amore ti dà la libertà e la dignità di essere un uomo
Altrimenti, nascita e morte avvengono proprio come per qualsiasi altro animale o qualsiasi albero. L’amore dovrebbe essere tenuto il più puro e incontaminato possibile.
Tu mi chiedi: “Il concetto di anime gemelle è più utile del matrimonio?”.

I concetti non hanno importanza. L’importante è la tua comprensione. Puoi cambiare la parola matrimonio con le parole anime gemelle, ma tu resti lo stesso. Con le anime gemelle tu riuscirai a produrre lo stesso inferno che hai costruito col matrimonio – non è cambiato niente, solo le parole, solo l’etichetta. Non ti fidare troppo delle etichette. Perché è fallito il matrimonio? Innanzitutto lo abbiamo innalzato a livelli innaturali. Abbiamo cercato di farne qualcosa di permanente, di sacro, senza conoscere neppure l’ABC della sacralità, senza sapere niente dell’eterno. Le nostre intenzioni erano buone, ma la nostra comprensione era limitata, praticamente inesistente. Così il matrimonio, invece di diventare un paradiso, è diventato un inferno. Invece di diventare sacro, è caduto più in basso del profano. E questa è stata la stupidità dell’uomo – stupidità antichissima: ogni volta che l’uomo si trova in difficoltà, cambia le parole.

Puoi cambiare la parola matrimonio con le parole anime gemelle, ma in questo modo non cambi te stesso. E il problema sei tu, non le parole; qualsiasi parola va bene. Una rosa è una rosa è una rosa… puoi darle qualsiasi nome. E tu stai chiedendo di cambiare il concetto, non di cambiare te stesso.
Il matrimonio è fallito, perché tu non riuscivi a elevarti allo standard che ti aspettavi dal matrimonio, dal concetto di matrimonio. Tu eri brutale, barbaro, pieno di gelosie, pieno di lussuria; tu non avevi mai conosciuto cosa è veramente l’amore. Nel nome dell’amore, hai tentato tutto quello che è proprio l’opposto dell’amore;possessività, dominio, potere.
Il matrimonio è diventato un campo di battaglia, dove due persone lottano per la supremazia. Naturalmente l’uomo ha i suoi modi: grossolani e più primitivi. La donna ha i suoi: femminili, più delicati, un po’ più civili, più pacati.

Ma la situazione è la stessa.

Ora gli psicologi parlano del matrimonio come di un’inimicizia intima. Ed è proprio così. Due nemici che vivono insieme facendo finta di essere innamorati; con uno che aspetta che sia l’altro a dare amore – e la stessa cosa si aspetta anche l’altro. Nessuno è pronto a dare – nessuno ha qualcosa da dare.

Come puoi dare amore se non ce l’hai?

E quando senti che non ti sta arrivando amore… e tutti e due sentite la stessa cosa: una grande frustrazione, cioè, e l’idea, il sospetto che forse l’altro ti ha ingannato. Prima del matrimonio entrambi usavate belle parole, dolci e senza significato; tutti e due vi presentavate al meglio, per attrarre l’altro, per catturarlo. E una volta sposati – la legge è entrata a far parte della storia, la società vi ha concesso la libertà di vivere insieme – presto la luna di miele finisce. Finisce anche prima di tornare dal viaggio di nozze… è finito tutto perché vi siete conosciuti completamente nella vostra totalità, che è brutta.

La facciata, la maschera, che portavate prima del matrimonio, è scivolata via. Non potete portarla per ventiquattro ore. Quando vivi con qualcuno, devi abbandonare le ipocrisie ed essere quello che sei, sapendo che non sei chi fingi di essere. La stessa cosa è vera anche per l’altro. E allora diventa una lotta per possedere la donna, per possedere l’uomo.
L’unico sintomo significativo dell’Amore è che non vuole mai possedere: al contrario, dà libertà. È contento della felicità dell’altro.
Non implora; non è un mendicante.
È un imperatore.
Dà e dà incondizionatamente.

Ma nella vita reale, ciò che facciamo da secoli è chiedere all’altro di dare; e anche l’altro chiede a noi. E siamo entrambi dei mendicanti, le nostre ciotole sono vuote; non abbiamo niente da dare. Diventa una lotta, una guerra.

Puoi cambiare il concetto di matrimonio con quello di anime gemelle, ma a te cosa succede? Cosa avviene a quelli che diventano anime gemelle? Se sono le stesse persone che sarebbero diventate una coppia nel matrimonio, non cambia niente.

Il mio suggerimento è che non c’è bisogno né di matrimonio, né di anime gemelle – la semplice amicizia è sufficiente. Non sai proprio nulla dell’anima, come puoi diventare un’anima gemella?

Se soltanto riusciste a comportarvi reciprocamente da amici, questo sarebbe più di quanto ci si possa aspettare dall’uomo attuale. Se poteste capire l’uno le fragilità dell’altro, le debolezze dell’altro, anche questo sarebbe più di quanto ci si aspetta. Se poteste lasciar perdere le vecchie superstizioni: che una volta che un uomo – o una donna – ti ama, deve amarti per sempre…
L’amore è molto fragile…
È proprio come un fiore; bello, ma molto delicato. Al mattino sboccia, entro sera è appassito, i suoi petali ormai caduti. Quello che al mattino era bellezza, alla sera è diventato una tomba. La vita è un fenomeno che cambia, cambia continuamente.
Quando dico che è necessaria una grande comprensione, significa che deve essere abbandonata la vecchia idea della relazione permanente, con qualunque concetto la si esprima. Dovete vivere momento per momento, dovete vivere ogni momento come se fosse l’ultimo. Così non sprecatelo in polemiche, continui rimproveri o litigi. Forse il prossimo momento non arriverà, neppure per chiedere scusa. Sarmad, un mistico, diceva ogni sera ai suoi discepoli: “Dormiremo per l’ultima volta. Vi prego perdonatemi. Come maestro posso essere stato duro con voi. Ho dovuto farlo, perché vi amavo e volevo che avvenisse la vostra trasformazione. Poiché non so se mi sveglierò domani mattina, allora vi chiedo perdono.” Ogni sera andava a letto come se fosse l’ultima notte – e un giorno sarà vero, una notte sarà l’ultima e non vi sveglierete mai più. E ogni mattina si svegliava come se fosse un nuovo inizio; aveva accettato la morte la sera prima e ora questa era una rinascita. Ne era profondamente grato all’esistenza: un giorno in più di vita, un giorno in più di sole, di vento, di alberi, di uccelli, un giorno in più di amici, un giorno in più di amore. Ma non più di tanto.

La sola idea di avere una relazione permanente, per tutta la vita, ti aiuta a posporre quello che è essenziale e a continuare a fare cose che, non solo sono non essenziali, ma sono anche idiote.

Le persone litigano per cose così infime, che loro stesse, nei momenti di maggiore sanità, ne ridono. Ho sentito di una coppia che si stava sposando nell’ufficio governativo dell’Ufficiale di Stato Civile. L’uomo firmò – la donna aveva firmato prima di lui. Non appena vide la firma dell’uomo, immediatamente disse all’impiegato: “Voglio divorziare.” L’impiegato chiese: “Che succede? Vi state sposando, hai appena firmato i documenti del matrimonio.” E lei disse: “Sì, ho firmato, ma le cose iniziano già ad andare storte. Basta che guardi il documento: io ho firmato in caratteri piccoli e lui ha firmato in caratteri enormi, proprio per farmi vedere chi è lui. Questo è l’inizio di problemi grossi – non voglio affrontarli.” La scrittura in lettere più grandi già dichiarava la supremazia, la superiorità dell’uomo.

Tu vuoi cambiare le parole – io vorrei cambiare la tua consapevolezza.

L’idea di una relazione permanente era sbagliata, ma vi è stata imposta dai poeti, dai preti, da tutti.

E io non sto dicendo che due persone non possono vivere in profonda amicizia per tutta la vita. Possono farlo, ma non dovrebbe essere un condizionamento, ma un semplice fiorire dell’amicizia, libero.

In qualsiasi momento uno dei partner può dire: “Sono grato per tutti i bei momenti che mi hai dato, ma ora i nostri sentieri si dividono. Con tristezza… ma ti ricorderò sempre. Non voglio che la vita con te diventi un inferno. Così si distruggerebbe tutto ciò che è stato bello, ne distruggeremmo perfino il ricordo. Una semplice amicizia sarà sufficiente.”[…]
Non c’è nessun bisogno di chiamarlo matrimonio, anime gemelle o chissà quali paroloni… solo aria fritta!
Usa parole semplici. Ti senti amichevole con una persona e provi gioia a essere con lei. La cosa funziona, finché ti dà gioia. Quando cominciano i problemi, vi potete separare.

Il matrimonio ha creato così tante brutture nel mondo che neppure vi potete immaginare.
Primo, ha causato una riproduzione puramente casuale, non basata sulla comprensione o su un approccio scientifico; ma proprio come gli animali, spinti dalla forza, dalla cieca forza della biologia; potremmo avere altrimenti così tante belle persone intorno a noi. E il mondo non si basa solo sulla bellezza della luna e delle stelle: un essere umano bello – fisicamente, mentalmente, spiritualmente è la sua bellezza più grande.

Le conseguenze del matrimonio sono state le più strane. Tutte le religioni sono contro la prostituzione, ma questa è una conseguenza del matrimonio. Infatti le prostitute sono una misura di sicurezza per la sopravvivenza del matrimonio, perché, per natura, né l’uomo, né la donna sono monogami.

La monogamia è una specie di schiavitù, di prigione. Perché dovresti essere così unidimensionale, quando la vita ti ha dato tutte le opportunità della multidimensionalità? Nessuno può dire se domani incontrerai una donna e te ne innamorerai.
La società, in modo subdolo, approva le prostitute.

È un sistema per gli uomini, quando si stancano delle loro mogli. E anche le mogli, nei secoli, hanno accettato l’esistenza delle prostitute, perché sanno che la prostituta è solo una comodità, non è una rivale. Il marito può andare là per un giorno, questo è tutto. È più preoccupante quando il marito si innamora di una donna; allora c’è competizione.
Con la prostituta la competizione non c’è.

Una volta le prostitute andavano nelle case dei ricchi, per danzare e dare piacere ai signori, ed era accettato. La moglie non ne era affatto disturbata, perché la prostituta è una donna comprata, domani andrà via. Non sarà per lei un problema costante, ma la donna era completamente confinata nella monogamia. È solo ora, a causa del movimento di liberazione della donna in Europa e in America, che si sono resi disponibili dei prostituti maschi.

Ora le donne possono avere le stesse opportunità delle quali gli uomini hanno goduto per migliaia di anni. È strano e brutto, ma poiché stiamo andando contro natura, dobbiamo trovare qualche modo per soddisfare la natura.

La poligamia è la natura, sia dell’uomo che della donna, perché la poligamia è multidimensionale, è una libertà. Se oggi amo qualcuno e domani incontro chi mi va meglio, perché me lo dovrei proibire?
Se domani incontro chi è più armonia con me, perché me lo dovrei impedire e restare in schiavitù?
E, naturalmente, in questa schiavitù soffrirò e sarà una tortura, e mi vendicherò sulla povera donna, che non mi ha fatto niente.

Allora, per prima cosa bisogna abbandonare la vecchia superstizione che l’amore è monogamo – non è vero. Ci sono tutte le prove del contrario.

In secondo luogo, il vecchio pregiudizio che l’amore deve essere eterno, che solo allora è vero Amore, è assolutamente sbagliato.

Se una rosa non dura per sempre, dite forse che per questo è meno reale?

E se siete tanto interessati alla durata… allora usate fiori di plastica, non vere rose. Quei fiori di plastica non muoiono mai perché non hanno alcuna vita, perché sono già morti.

L’Amore è un fenomeno molto vivo.

Infatti la vita raggiunge il suo massimo nell’Amore.
Per cui è molto probabile che quello che oggi dà infinita beatitudine, domani non ci sia più.

È una brezza che viene e che va. Dobbiamo accettare la natura così com’è. Creare delle cose innaturali vuol dire solo creare delle perversioni. (Fonte: www.tarocchionline.net)

FONTE: Sulla monogamia, il matrimonio, le anime gemelle ..