Sull’amore (Eric Baret)

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Amare veramente qualcuno, è un concetto. Non si può amare qualcuno. E’ una fantasia. La personalità non può amare.

Amare, è ciò che è essenziale, non è qualcosa che si possa fare o no. Quando si smette di “fare”, resta l’Amore. Si ama qualcuno quando corrisponde alla nostra fantasia. La persona che amate se fa questo o quello, non l’amerete più.

Un amore che comincia e che finisce, non è veramente un amore.

Amare, è ascoltare, è essere presenti. Amare i figli, significa non chieder loro niente e dare tutto.

Un giorno essi spariranno, non saranno più in contatto con voi. Chiedere a vostro figlio di telefonarvi, di darvi notizie, non è amore. Il figlio fa quel che sente il bisogno di fare; non si domanda niente ad un figlio.

Ma amare qualcuno su un piano umano, è una fantasia. L’ego non può amare. Utilizza, pretende, si rassicura.
Quando trovate qualcuno che corrisponde alla vostra fantasia fisica, psicologica, intellettuale, affettiva, dite di amarlo profondamente. Quando questa persona poi fa qualcosa di diverso, allora diventa detestabile.

Non si può amare qualcuno. Sentire una forma di amore è profondamente giusto. E’ prima della fantasia del “amo qualcuno”.

Il sentimento di amore è profondo, essenziale. Ma, per mancanza di maturità, si pensa di amare “qualcuno”.

In realtà si ama semplicemente, perché l’amore è senza direzione. Ciò che amo è quel che è presente davanti a me.. Non c’è nient’altro.

Cosa potrebbe esserci di più bello, di più straordinario, di ciò che si presenta nell’istante se non ho la pretesa che la bellezza e la saggezza siano altrove?

L’amore è ciò che è quando si smette di pretendere di amare qualcuno.

Amare qualcuno, voler essere amati, è una storia. Che vuol dire essere amati?

Nessuno vi ama, nessuno vi amerà mai, nessuno vi ha mai amato, ed è meraviglioso così.

Le persone non possono che pretendere. Se corrispondete ai loro criteri psicologici, fisici, affettivi, vi amano quando vi incontrano. Se non corrispondete, vi detestano. E allora?

Ci sono dei cani che vi amano e altri che non vi amano. E’ biologico. Perché occuparsi di queste cose?

Cosa significa essere amati?

E’ una fantasia. Cosa importa se qualcuno proietta su di me un’attrazione o una repulsione?

E’ completamente fantasmatico!

A un certo punto vi rendete conto di non aver bisogno di amare né di essere amato. Cosa resta?

Resta il sentimento d’amore, questa comunione che si ha tra tutti gli esseri e che non è direzionale. Vi rendete conto che amare spetta a voi. Quel che vi rende felici è amare.

Se qualcuno dice di amarvi profondamente ma voi non lo amate, questo non vi porta niente. Per contro, quando amate questo vi rende felici. Le cose quindi erano viste al contrario: amare spetta a noi.

Quando amo il mio corpo, la mia mente, il mio ambiente, c’è tranquillità. Mentre voler essere amati è solo un concetto.

Quando amate, non amate qualcuno, amate e basta.

La persona con cui vivete, dormite o andate al cinema, è un’altra cosa. Non potete dormire con tutti, abitare con tutti. Una selezione organica s’impone. Ma l’amore non si colloca qui. Non è perché dormite con qualcuno che lo amate più di un altro con cui non dormite!

Non è perché vivete con una donna che l’amate più di ogni altra con cui non vivete!

E’ funzionale.

Ci sono persone che amiamo profondamente eppure non viviamo con loro. Semplicemente non ci sono le circostanze. Non ho bisogno di amare qualcuno per vivere con lui, dormire o viaggiare.

Questo accade ad un altro livello. Ma vedrete che prima o poi “amare qualcuno” non vorrà dire niente.

E’ come prendersi per qualcuno, è solo un’immagine. Posso essere stimolato da qualcuno. Quando il mio corpo passa a trenta metri da un certo altro corpo, una forma d’intensità si manifesta, e a dieci metri sarà ancora più intensa, e quando ci si sfiora è come una follia che arriva: il suo odore, la forma del suo corpo, il suono della voce, il modo di muoversi, la sua dolcezza o la sua durezza, la sua ricchezza o la sua povertà fanno si che io sia toccato. Ma perché chiamare amore tutto questo?

E’ puramente chimico. A seconda di cosa somigliava vostro padre, vostro nonno, se a tre anni eravate picchiati o accarezzati, amerete questa o quella forma di corpo, questo o quell’odore, questo o quel modo di muoversi.

La tale persona vi attira, l’altra per niente. Questo risale a molto, molto lontano. La parola “amore” non c’entra.

E’ solo quando vedete chiaramente tutto questo che potete sposarvi, avere dei figli senza bisogno di recitare. Allora vivete funzionalmente con qualcuno, con tutto il rispetto e l’ascolto che ciò implica.

Ma non siete obbligati a credere che i vostri figli siano i vostri figli, che i vostri genitori siano i vostri genitori, che vostro marito sia vostro marito. Lo sono anche, certo, occasionalmente.

Amare è ascoltare.

Grazie anche ad Andrea Panatta che mi ha fatto trovare questo scritto.

concludo con una risposta che ho dato ad una amica su facebook per un argomento molto simile… che si accorda bene allo scritto letto fin qui.

Cosa può determinare l’incompatibilità tra due persone che sono arrivate a sposarsi?

Perchè prima eri così tanto compatibile da arrivare al matrimonio e poi scopri l’incompatibilità?

Stiamo ancora ragionando nella materia e negli effetti, non siamo scesi nelle cause inconsce, nelle cause di quel bambino interiore che ci ha spinti a quella persona per un motivo ben preciso ed al perchè quella persona aveva evidentemente qualcosa di prezioso per noi e per la nostra evoluzione.

Abbiamo ancora una volta dimenticato che il matrimonio e la famiglia sono la cellula primaria dell’evoluzione umana e come tale… passa anche attraverso le incompatibilità interiori che se non comprese si mostreranno all’esterno.

Ti parlo per esperienza vissuta personalmente, ma purtroppo in un periodo in cui ancora ragionavo nella materia e NON nell’anima… per cui non è stato possibile recuperare il danno fatto.

Tu puoi scappare da chiunque, ma non scapperai mai da partner incompatibili perchè l’incompatibilità ce l’hai dentro di te e se non lo riconosci, se non lo accetti e lo affronti con umiltà e saggezza… continuerai a collezionare partner incompatibili.

Non è retorica nè filosofia, è quel che ho visto personalmente.

Molta gente mi ha chiesto qualche consiglio e la risposta più bella che ho avuto è stata di una donna che era in rottura con il marito…

Abbiamo fatto quattro serate a chiacchierare in cui le ho spiegato i meccanismi dell’inconscio, non come lavorare nell’inconscio, ma solo come Lui si manifesta nella vita quotidiana

La seconda serata è scoppiata in un pianto proprio infantile, poi mi ha seguito per altre due serate e dopo un paio di settimane ci siamo rivisti.

Il suo commento è stato il seguente…

Tre giorni dopo quel pianto, ho strappato i documenti che avevo preparato per il divorzio e nella pattumiera ho trovato i documenti di mio marito altrettanto strappati. non abbiamo detto nulla, io non gli ho detto nulla, lui non mi ha detto nulla, non abbiamo fatto pace ma semplicemente NON abbiamo più litigato, non è successo nulla ma semplicemente non stiamo più litigando. E’ tornata la pace senza che nessuno abbia detto nulla… sembra che le spiegazioni sull’inconscio le abbia seguite anche lui insieme a me… forse più di me…

Prima erano incompatibili, poi è sparita l’incompatibilità… ma nessuno ha detto nulla… semplicemente IN LEI, sono scomparse le necessità (inconsce) di litigare e suo marito semplicemente NON ha avuto più la necessità di difendersi o attaccare per non essere attaccato o tutte quelle cose che accadono quando hai a che fare con qualcuna che ti tiene sotto pressione.

Ma la cosa più bella è che nessuno ha parlato di strappare i documenti del divorzio e tutti e due l’hanno fatto la stessa mattina.

Comprendi te stessa prima di parlare di incompatibilità.. perchè se quell’uomo l’hai sposato, e se non eri ubriaca in quel momento… qualcosa di prezioso quella persona l’aveva per te, ma tu non l’hai accettata come tale.

FONTE: Sull’amore (Eric Baret)