Una nuova tecnologia permette di ricostruire i volti umani partendo da immagini sfocate o a bassa risoluzione!

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In molti dei film polizieschi che abbiamo visto in questi anni, si ripeteva costantemente una scena particolare: le telecamere di sicurezza inquadrano un criminale, ma la risoluzione dell’immagine è troppo bassa per capire di chi si possa trattare. Così un esperto informatico “elabora” la foto e aumenta la risoluzione tanto da aggiungere particolari e riconoscere chi è quella persona: questo, allo stato attuale delle cose, è fantascienza. Non è infatti possibile riuscire a ricostruire un volto a partire da una foto sfocata, o meglio fino a poco tempo fa non lo era: una delle principali aziende del mondo, infatti, ha inventato un sistema che permette quantomeno di avere qualcosa di simile. Scopriamolo meglio.

Questo sistema permette, come abbiamo detto adesso, di ricreare un volto a partire da un’immagine molto sfocata utilizzando le reti neurali, ovvero la grandissima capacità di elaborazione dei computer di oggi. In pratica, visto che è impossibile partire da una foto a bassa risoluzione e arrivare ad una foto ad alta risoluzione, vengono processate milioni di immagini e queste cercano di capire quale particolare ha la maggior probabilità di sostituire la parte sfocata dell’immagine, così da ricostruirla.

Spiegando con un esempio, se su una faccia si vedono due macchie nere, probabilmente si tratta degli occhi. E analizzando il colore dei pochi pixel degli occhi, e confrontandolo con le foto di milioni di persone (che si trovano su internet) si riesce a capire, con buona probabilità, quale sia il colore degli occhi più probabile per quella persona, proprio a partire da quell’immagine. Ovviamente, non è detto che quel colore corrisponda poi al colore vero di quella persona, ma dal punto di vista della probabilità c’è una buona speranza che il volto ricostruito possa somigliare alla persona reale.

La professionalità del risultato, infatti, non lascia dubbi: a diversi gruppi di persone sono stati fatti vedere dei volti e dovevano stabilire se corrispondessero ad una foto vera oppure ad una ricostruzione fatta dall’algoritmo; solo la metà delle risposte sono state corrette, a significare che per una persona è impossibile riconoscere le facce reali da quelle ricostruite con questo sistema.

Naturalmente, da qui a dire che il volto ricostruito corrisponde sicuramente alla foto, ce n’è di strada: infatti, se la maggior parte delle persone ha (ad esempio) le labbra di una dimensione standard, non è da escludere che la persona di cui si cerca la faccia non abbia le labbra grandi, perché si discosta dalla media: insomma, per adesso le immagini ricostruite, per quanto somiglianti a volti veri, potrebbero essere completamente diverse da quelle delle persone reali che sono state fotografate. Ma nonostante questo, anche se è difficile usare una scoperta del genere in un’aula di tribunale, è possibile dare agli investigatori un punto di partenza (parlando di crimine), il che sicuramente non è una cosa da buttare, almeno come inizio.

FONTE: Una nuova tecnologia permette di ricostruire i volti umani partendo da immagini sfocate o a bassa risoluzione!