UNA PASSEGGIATA PARTICOLARE: LA RETROCOGNIZIONE

Con l’articolo di oggi vogliamo parlarvi del fenomeno della “retrocognizione”.

Questo fenomeno a nostro parere è stato un pò sottovalutato, dato che non se ne sente parlare molto.

Oggi vi spiegheremo di cosa si tratta ed elencheremo per voi dei casi realmente accaduti.

Per chi non ha idea di cosa sia, possiamo iniziare dicendo che potrebbe essere simile ad un Deja-vù, con la differenza che ne siete totalmente protagonisti in tempo reale al punto da non rendervene conto inizialmente.

Possiamo definirlo come un corto circuito della “Matrix” in cui viviamo e ora vi spieghiamo il perché.

Innanzitutto con il termine “retrocognizione” ci si riferisce ad un fenomeno particolare di percezione extrasensoriale che riguarda avvenimenti e realtà del passato, il bello è che vi è la capacità di viverli in prima persona, come protagonista.

Per farla breve vi sembrerà di essere all’interno di un film che racconta di avvenimenti lontani e vi troverete a camminare in luoghi, udire suoni dell’ambiente, respirare odori, dialogare con altre persone che nel presente non esistono più.

Immaginate un giorno di trovarvi a passeggiare nella vostra città e improvvisamente notare un negozio di alimentari che non c’era fino al giorno prima.

Incuriositi entrate, guardate tutto ciò che vi circonda, vivete quel momento per poi accorgervi il giorno dopo che quel negozio non doveva esistere nel presente.

Andando a fare delle ricerche vi rendete conto che siete entrati a contatto con una realtà del passato ma nel momento in cui stavate vivendo il fenomeno per voi era tutto assolutamente normale.

La “retrocognizione” sa di affascinante e misterioso.

A viverla possono essere anche più persone insieme.

Si tratterebbe di un fenomeno della stessa “famiglia” di cui fa parte la “chiaroveggenza” ed è assimilabile anche alla “psicometria”, ossia la capacità di captare da un oggetto la sua storia o quella della persona a cui è appartenuto.

I sensitivi infatti anche solo fissando la loro attenzione su un determinato oggetto o toccando pareti di luoghi impregnati di storia, riescono ad essere protagonisti di eventi di una certa rilevanza.

Il punto di congiunzione di tutto è proprio la “teoria dell’impregnazione” conosciuta anche come “psicoscopia d’ambiente”.

Potrebbe capitare, per esempio, di passeggiare in un campo dove molto tempo prima si era svolta una battaglia con cavalli e udire il loro nitrito anche se materialmente essi non sono presenti.

Tutto porta a confermarci la teoria che tutto esiste contemporaneamente, è possibile rivivere il passato pur stando nel presente e in alcuni casi anche trovarsi a passeggiare in un luogo futuristico, il quale fenomeno fa pensare ad un salto momentaneo nel futuro.

La “retrocognizione” potrebbe essere quindi quasi paragonabile ad un salto “spazio-temporale” o anche un “bug” della realtà.

A tal proposito non possiamo non citare il geologo Denton che affermò:

“Il passato non è sepolto nel presente ma vive in esso e può essere letto con la stessa esattezza con la quale un osservatore dell’epoca ha potuto assistere all’evento in questione… Non si può entrare in una stanza di giorno e di notte senza lasciare dietro di se una scia, una traccia del passaggio nelle cose che sono in quella stanza.”

Questa sua espressione colma di saggezza ci porta a riflettere anche riguardo la teoria dell’impregnazione psichica.

L’impregnazione psichica è strettamente imparentata con la “retrocognizione”.

Se pensiamo alle casistiche di “infestazione” da parte di entità, possiamo collegare il tutto anche con il fenomeno “paranormale” dove sono coinvolti fantasmi o apparizioni di defunti.

Per quanto riguarda l’infestazione, pensiamo a quando avvengono manifestazioni improvvise, movimenti di oggetti o fenomeni sonori di vario tipo (questi ultimi hanno anche la caratteristica di ripetersi in alcuni casi come un “disco rotto”).

Ovviamente non bisogna confondere il caso di infestazione con il caso del “poltergheist”, di quello ne parleremo in un altro articolo.

Il fenomeno di infestazione può essere anche di tipologia “intelligente” nel senso che si possono stabilire comunicazioni con l’entità.

Tornando alla retrocognizione riportiamo di seguito la casistica raccontandovi alcuni avvenimenti realmente accaduti.

PRIMO CASO:

La nostra mente ha un ruolo decisivo nel “creare la realtà” o captarne delle altre, magari impresse nella mente di un defunto? Un signore di nome E.G.Moon, medico di Lord Carson, un facoltoso avvocato nord irlandese, dopo aver fatto la sua consueta visita alla famiglia stava uscendo dalla loro antica villa quando si era fermato davanti al portone d’ingresso. Vide infatti una scena completamente diversa da quella che si sarebbe aspettato di vedere: la sua auto era scomparsa e così anche la folta siepe e il viale. Al loro posto c’era una fangosa strada carraia e proprio di fronte al medico, nell’atto di varcare il cancello c’era un uomo in mantello, ghette e cappello a cilindro. L’uomo fissò il dottor Moon, il quale si stava chiedendo che diavolo stesse succedendo. Allora il medico fece qualche passo indietro, probabilmente pensando di aver preso l’uscita secondaria. Dopodiché si voltò di nuovo sulla porta aperta. L’uomo vestito in modo strano era scomparso e l’auto era parcheggiata esattamente dove era stata lasciata. Era tornato tutto come prima, in un familiare scenario moderno.

SECONDO CASO:

Il parapsicologo Andrew MacKenzie ci dedicò un intero libero “Adventures in Time” (1997). Celebre fu l’esperienza di due signore inglesi che smarritesi per un sentiero secondario a Versailles furono apparentemente trasportate indietro nel tempo ed ebbero incontri con personalità dell’epoca di Maria Antonietta, compresi nobili e giardinieri (descrissero poi la loro storia nel volume “An Adventure”).

TERZO CASO:

Tre cadetti della Royal Navy, entrati in un paesino del Suffolk una domenica mattina del 1957, si ritrovarono improvvisamente tra le casette di un villaggio medievale, probabilmente all’epoca della Peste Nera. Una signora scozzese rientrando a casa prima dell’alba vide in un campo uomini vestiti di bianco con in mano delle fiaccole tremolanti che esaminavano dei cadaveri. Probabilmente si trattava dei momenti immediatamente successivi alla battaglia di Nechtansmere, combattuta intorno all’anno 685.

QUARTO CASO:

Uno dei racconti più bizzarri e investigato dalla SPR (Società per la Ricerca Psichica) riguarda un tale signor Spence il quale un giorno durante una camminata al mattino si trovò sulla sommità di una scoscesa scogliera percorsa da un muro che sembrava appena costruito e correva lungo il bordo di un precipizio. Il giorno dopo, tornato nello stesso luogo rimase di stucco trovando il muro diroccato e totalmente coperto dall’edera. Alcuni giorni dopo nello stesso punto trovò di nuovo il muro a secco appena terminato. Camminando allora su quello che gli sembrava materiale solido, improvvisamente scivolò e cadde a capofitto salvandosi per miracolo e rimediando soltanto un’anca slogata. Arrampicatosi fino alla cima il signor Spence trovò ancora una volta il muro diroccato e semidistrutto. Aveva cercato di camminare su un “terreno solido” sprofondato un secolo prima.

Vi sono molti altri casi, che coinvolgono anche impressioni di musiche, canti e cori. Oppure rumori di battaglia e spari di cannone. Elemento comune a queste storie e che i protagonisti rimangono soggiogati da una strana impressione di stordimento, di vertigine e di sogno.

Ma allora cosa accade? Il passato è ancora presente senza altre spiegazioni? O rivive solamente nella mente dei fantasmi? Oppure abbiamo la capacità di sintonizzarci su una data emittente, come un apparecchio televisivo, di altre epoche altri tempi e altre realtà? Forse il mondo intorno a noi nn è reale tanto quanto sembra.

Articolo di Aeran & Maya – Hackthematrix

L’articolo UNA PASSEGGIATA PARTICOLARE: LA RETROCOGNIZIONE sembra essere il primo su Hack The Matrix.

FONTE: UNA PASSEGGIATA PARTICOLARE: LA RETROCOGNIZIONE